Le Grandi Dimore

Portofino, a World apart
16
September 2009

Villa Durazzo a Santa Margherita Ligure.

Portofino Villa Durazzo Wedding

Corte, piccolo centro costiero fra Santa Margherita e l’Abbazia della Cervara, era il luogo dal quale partivano molte imbarcazioni per aiutare Genova nelle sue, spesso proficue, spedizioni nel Mediterraneo occidentale nel primo Medioevo, poi per pescare il corallo sulle coste della Tunisia a Tabarca.

Corte tenne sempre molto alla propria individualità, dovuta anche all’esistenza nel suo territorio dell’antica chiesa di San Giacomo e dalla Confraternita di Sant’Erasmo, patrono dei marinai. Fu il marchese Gian Luca Chiavari, illustre patrizio genovese poi elevato agli onori del dogato, che, all’inizio del Seicento, eresse sulle rovine dell’antichissimo castello di Corte un magnifico palazzo attorniato da una vastissima proprietà terriera che si estendeva sui due versanti del piccolo promontorio che, da una parte, domina ii mare da Portofino all’lsola di Palmaria (Portovenere), dall’altra, le colline e i monti dell’entroterra.

Egli collegò Corte a Santa Margherita Ligure, con strade vicinali che prima non esistevano.
In seguito al matrimonio della figlia del marchese Gian Luca con il marchese Geronimo nel 1645, il palazzo passò ai Durazzo.

Essi ne fecero una residenza sontuosa, l’arredarono con mobili fatti costruire dai migliori mobilieri genovesi e la utilizzarono per rappresentanza in occasione delle fiere. A quell’epoca, infatti, furono istituiti mercati annuali che servirono anche per allargare rapporti commerciali tra le varie comunità della repubblica ed i paesi limitrofi, anche padani. Evidentemente le fiere campionarie sono più antiche di quanto non si creda. Centosessant’anni dopo, quando un altro Gerolamo fu l’ultimo doge della Repubblica Ligure, la villa apparteneva ancora ai Durazzo. Fu proprio lui che ospitando Napoleone nel suo palazzo in via Balbi a Genova, perorô l’idea di costruire un porto militare a Corte, allora sobborgo di Santa Margherita Ligure.

Per fortuna quel porto, in seguito alla caduta dell’Imperatore, non venne costruito. L’ultimo Durazzo proprietario della villa fu Marcello che vendette nel 1821 ai principi Centurione i quali per circa settant’anni mantennero la tradizione di villa esciusiva. Poi per il mutare dei tempi, affittarono il palazzo al geniale Nicolò Maragliano che lo trasformô nel 1892 in un anstocratico albergo il “Grand Hotel”. La regina Margherita di Savoia vi fu ospite nel maggio 1904. Rovesci finanziari degli ultimi Centurione e la passione del gioco di alcuni indussero la famiglia a cedere nel 1919 la proprietà al commendator Aifredo Chierichetti di Busto Arsizio. Questi lottizzò una parte dell’immenso parco ma percontro ristrutturò le vecchie costruzioni agricole, che si trovavano nel giardino, trasformandole in altrettante belle palazzine. Nel 1973 il Comune di Santa Margherita Ligure acquistò l’intero complesso dai Chierichetti e oggi si dedica alla manutenzione del palazzo e del parco.

Mobili e pezzi d’arte che erano stati venduti dai precedenti proprietari sono stati riacquistati e collocati dove si trovavano originariamente grazie all’interessamento di un comitato di “Amici di Villa Durazzo”.

Portofino, un mondo a parte.