Ospiti Storici

Portofino, a World apart
08
December 2009

Truman Capote per “House of Flowers”.

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Primavera 1953: su una Renault rossa fa il suo ingresso a Portofino lo scrittore Truman Capote, accompagnato da Jack Dunphy – suo compagna di vita –  e da una rumorosa coppia di cani. Insieme affittano un appartamento sopra il Ristorante Delfino, all’ultimo piano e con un gran terrazzo, e vi restano fino alla fine d’ottobre.

Nato a New Orléans nel 1924. quando si concede questa lunga vacanza, Truman Capote è già un personaggio affermato, noto in patria per le sue doti di brillante scrittore, e poi per la sua vita sregolata e trasgressiva.

Ha esordito nel 1948 con il romanzo “Altre voci, altre stanze“, seguito l’anno successivo da una raccolta di racconti intitolata “Un albero di notte” e, nel 1951, dal romanzo “L’arpa d’erba“. Inoltre ha già scritto per il teatro e per il cinema.

A Portofino si reca con l’intenzione di lavorare con calma alla sceneggiatura di “House of flowers” e, al tempo stesso con il progetto di tentare di scrivere di nuovo dei racconti.

Non poche sono però le distrazioni a fargli “sciupare” gran parte dell’estate. Convengono, quasi contemporaneamente, nel borgo di Portofino una schiera di amici e di celebrità.

Alcuni, come Noel Coward e John Gielgud, erano ospiti di Rex Harrison e Lilly Palmer, sua moglie. Altri, come Tennessee Williams, l’autore, fra l’altro, di “Lo zoo di vetro”, “La gatta sul tetto che scotta”, “Un tram che si chiama desiderio” e Paul Bowles, celebre compositore che, con la moglie Jane, è stato ritratto nel film “II te nel deserto” di Bertolucci, sono solo di passaggio.

Pochi, come Saint Subber, John Malcolin Buinniu e Cecil Beaton, erano andati a trovare Truman stesso.

E’ soprattutto con Cecil che egli trascorse gran parte del suo tempo: più vecchio di lui di vent’anni, alto magro, con i capelli d’argento, era considerato la personificazione della raffinatezza inglese, l’arbiter elegantiarum di Londra sin dagli anni trenta, quando era diventato il fotografo ritrattista preferito dalle persone di elevata condizione sociale su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Insieme dovevano costituire una ben strana coppia: quanto Cecil era distinto ed elegante, tanto Truman aveva un aspetto quasi selvaggio. Tutte le fonti lo descrivono, durante questo soggiorno, come un ragazzetto piccolino, biondo ossigenato, sporco, con le unghie lunghe, sempre in bermuda che, ai tempi, non erano neppure di moda.

Insieme sguazzavano nell’acqua, prendevano il sole e soprattutto si confrontavano parlando.

La vacanza si rivelò dunque assai stimolante per Truman tanto da diventare un vero e proprio arricchimento “spirituale”.

Tornato negli Stati Uniti Truman ci regalerà ancora grandi capolavori.

Ci piace ricordare Colazione da Tiffany” nel 1958, romanzo dal quale Blake Edwards, regista, fra l’altro, della fortunata serie della “Pantere rosa” con Peter Sellers, trarrà un indimenticabile film, e “A sangue freddo” (1966), sconvolgente romanzo-verità, tratto da un fatto di cronaca realmente accaduto e ricostruito con minuzioso realismo.

A questa ascesa letteraria, corrisponde, però anche il declino dell’uomo che si spegnerà il 24 agosto 1984, distrutto dall’uso smodato di alcool, droghe e medicinali.

Truman Capote
1924 – 1984

Portofino, un mondo a parte.