Parco di Portofino

Portofino, a World apart
21
May 2009

La coltura ad oliveto nel monte.

Vicino ai luoghi abitati, anche in posti piuttosto scoscesi, il mantello vegetale naturale, in epoche remote, è stato disboscato e sostituito con coltivazioni. La forte ripidità del pendio ha costretto ad un notevole lavoro di sistemazione. Sono stati realizzati, infatti, dei ripiani (terrazzamenti) sostenuti da muri a secco: le cosiddette « fasce » così caratteristiche In Liguria. Su queste fasce senza dubbio predomina la coltura dell’olivo (Olea europaea L.), anche se non mancano alberi da frutta ed ortaggi. La coltivazione di questa specie, che non è tipica solo di Portofino ma è diffusa in tutta la fascia costiera ligure, è ormai perfettamente adattata all’ambiente e contribuisce non poco ad abbellire il paesaggio soprattutto quando il vento, agitando le chiome, cobra di argento tutto il versante.

La coltura ad oliveto è maggiormente diffusa sul versante orientale del promontorio tra I 100 e i 250 metri di altitudine. In genere lontano dalle abitazioni, dove cresce l’olivo non viene coltivato altro, e Il terreno è coperto da uno strato erboso dove si notano alcune graminacee tra cui Avena fatua L. e Dactylis glomerata L. Con questa specie si possono trovare altre essenze che, fiorendo, ravvivano le fasce con i loro colori, come ad esempio Anemone coronaria L. con fiori rosato-violacei, Nigella damascena L. con fiori bianchi e con le foglie dal margine tanto inciso da sembrare un delicato merletto, Pa paver setigerum DC. dai grandi petali violacei, Ar/saturn vulgare Targ. Tozz., dall’elegante spata a tubo cilindrico rigata di bianco e con lembo marroncino, e numerose altre. Anche i muretti a secco che sostengono le fasce sono spesso ricoperti da una vegetazione caratteristica costituita da piante di piccole dimensioni che sporgono tra pietra e pietra, come Ceterach officinarum Lam. et DC., e Asplenium trichomenes L. (due piccole felci), la « salsapariglia dai vivaci frutti rossi, Fumaria officinalis L., che presenta numerosi piccoli fiori bianchi o rosa-lilla. Nei luoghi ombrosi è immancabile l’edera, accompagnata nella parte superiore dei muretti da un vellutato tappeto dl muschi, mentre sulle pietre delle fasce un poco più soleggiate, spiccano le macchie gialle e grigiastre dei licheni. Vicino alle case, tra un olivo e l’altro, vengono anche coltivati legumi ed ortaggi vari, che, dato Il clima mite, crescono bene e precocemente.

Tra le colture, il vigneto è scarsamente rappresentato sul Promontorio di Portofino, e soltanto nella zona soprastante gli abitati dl Portofino e Paraggi assume un’importanza appena degna dl nota. La morfologia stessa del Promontorio riduce a ben poca cosa le colture prative ed arative, che hanno Il loro massimo sviluppo sul versante settentrionale, sotto le località di S. Siro e Costasecca, dove sono In fase di progressivo abbandono. Di origine antropica si può senz’altro considerare Il bosco di robinia (Robinia pseudo-acacia L.) che si incontra nella parte più alta e sul versante del M. Pallone, dove venne effettuato un rimboschimento con esemplari che attualmente raggiungono i 15 e anche i 20 m di altezza, ed in tale località formano un consorzio puro con scarsa vegetazione arbustiva. A sud del Monte Pallone, procedendo verso la valle, la robinia si mescola al castagno e al camino; si passa, così gradualmente, al bosco misto dove si aggiungono anche il nocciolo e il frassino. Nel sottobosco si incontrano molto agrifoglio ed abbondante erica.

Portofino, un Mondo a parte.