
Rubaldo Merello, nella foto San Fruttuoso, visse per molti anni prima a Portofino, a San Fruttuoso e poi a Santa Margherita Ligure; sappiamo che la sua cultura era mediocre e sommaria, che non si era mai consolato della perdita di un suo bimbo, e che aveva molte manie: la mania dell’arte, quella della teosofia, della persecuzione (è inutile aggiungere che era misantropo).
Tutte le sue manie ci son sempre parse legittime. Ci è parso naturale che la pittura fosse per lui una necessità e che l’esercizio di quell’arte assorbisse la massima parte delle sue energie; c’è parso naturale che cercasse un rifugio e un conforto in una disperata speranza, ci è parso naturale che credesse d’essere perseguitato.
Perchè non ha da sentirsi perseguitato un uomo buono e intelligente che s’è fatto della vita un concetto molto elevato, che è sensibile da rabbrividire a ogni mistero?
Che è povero e non può vivacchiare d’accordo con tutti?
Che fosse un uomo molto intelligente e buono non c’è da metterlo in dubbio.



















