
Portofino non fu, almeno fino all’ultimo conflitto mondiale, una stazione climatica in qualche modo paragonabile alle vicine Rapallo e Santa Margherita.
Esistevano un paio di importanti alberghi, ma la presenza di facoltosi residenti stranieri era limitata e, in genere, legata alla costruzione o al restauro di dimore signorili o ad occasionali soggiorni in queste ultime.
Nella primavera del 1870 Lord Henry Herbert, quarto conte di Carnarvon, partendo da Santa Margherita Ligure giunse per la prima volta a Portofino a dorso di mulo, attraverso il sentiero di Nozarego.
Il nobile inglese era un brillante politico, discendente di una antica famiglia di Newbury. La sua fama di statista era legata, in particolare, alla stesura del British North America Act, la legge con la quale il Parlamento britannico, nel 1868, aveva concesso l’autogoverno al Canada.
Il Conte acquistò ampi apprezzamenti di vigneti e uliveti, in particolare lungo il crinale della collina in corrispondenza dell’inizio della penisola di Portofino.
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Per esigenze di ordine cronologico inseriamo solo ora in questa rassegna dei personaggi storici di Portofino lo scienziato di importanza mondiale, genio della fisica, Marchese Guglielmo Marconi e il mitico yacht Elettra.
II grande benefattore dell’umanità fu molto spesso a Santa Margherita Ligure e Portofino negli anni fra il 1932 e il 1937 e la nave, il cui fatidico nome egli volle dare anche a sua figlia, restò ormeggiata nel porto di Santa Margherita Ligure.
Proprio nella villa Repellini del Pedale, a metà strada fra Santa Margherita e Portofino, furono installate da Marconi con l’aiuto del suo assistente, Mr. Gerald Isted, che soggiornava all’hotel Regina Elena - ed in altri Hotels tra Portofino e Santa Margherita Ligure - le prime antenne paraboliche, antesignane della televisione.
Su Guglielmo Marconi esisteva una vastissima bibliografia; tuttavia, nell’occasione del centenario della scoperta della radio (1995), Portofino e Santa Margherita Ligure si unirono agli altri comuni del Tigullio per ricordare, in un libro “L’onda di Marconi nel Tigullio” il grande ospite.
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Campanilismo significava anche emulazione.
Santa Margherita Ligure, oltre a non essere più “di Rapallo” bensì, con decreto di Vittorio Emanuele II , nella foto, del 1863, “Santa Margherita Ligure“, riuscì anche a dotare il suo comune di due stazioni (San Lorenzo della Costa e Santa Margherita-Portofino) della ferrovia che nel 1868 unì Genova a Sestri Levantecosì come due (San Michele e Rapallo) ne aveva ottenuto la rivale Rapallo.
Portofino, da parte sua, non potendo ovviamente avere anche la sua linea ferroviaria,riusci però a far terminare la strada litoranea. E, con l’avvento di strade e ferrovia, iniziò il perodo d’oro della Costa di Portofino: la costruzione di ville e di alberghi grandiosi, il turismo stanziale d’élite.
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Il grande pittore russo, uno degli antesignani dell’Astrattismo, fu nel Natale del 1905 ospite di Santa Margherita Ligure e di Portofino. Non intendiamo qui farne una biografia e, tantomeno, descrivere la sua arte perchè questo è un compito dei critici.
Vogliamo invece far sapere che fu grande amante dell’ltalia, dove i genitori lo avevano portato quando aveva solo tre anni.
Poi visse in Ucraina con la zia Elisabetta perchè i genitori si erano divorziati e là segui un corso di piano e violoncello e imparo il tedesco.
A vent’anni s’iscrisse poi alla facoltà di Diritto dell’Università di Mosca e si specializzò in Economia Politica.
Nel 1889 la, Società di Scienze Naturali, d’etnografia e antropologia lo inviò in missione a Vologda dove egli s’interessò all’arte decorativa locale.
Nello stesso anno si recò all’Esposizione Universale di Parigi.
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“Lo splendido sito dal barbarico nome“: così Gabriele d’Annunzio definì “il Portofino Kulm”, l’albergo di stile liberty che fu costruito dal signor Sebastiano Gagginiall’inizio del secolo scorso.
Gaggini, oltre a essere, naturalmente, innamorato della sua Camogli, lo era anche delMonte di Portofino e della sua baia e, nel costruire quel gioiello che fu l’albergo del “Vetta”, fece uno splendido dono a Santa Margherita Ligure che, vista da lassù, appare in tutta la sua magnificenza.
Gli ospiti di quell’albergo esclusivo, che domina i due versanti del Tigullio e dell’intero Ponente, oltre a usufruire di tutti i conforts che il progresso già aveva apportato, potevano in breve tempo scendere a Santa Margherita Ligure e a Portofino dove trovavano, negli altri grandi alberghi e nelle ville, una vita sociale aristocratica di primissimo piano.
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