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Tuesday, 14 April 2009

Nasce la supremazia di Genova, la Dominante.

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Le terre del Levante ligure erano isolate causa la loro ubicazione eccentrica dai centri principali in cui si svolse la storia d’Italia. Tuttavia furono presto raggiunte da quel fenomeno che, dopo la battaglia di Legnano nel 1176, aveva proliferato un incredibile numero di comuni soprattutto nell’Italia centro-settentrionale.  

Genovache in Liguria fu la prima ad ergersi a libero Comune, assorbì nel tempo altri territori del Tigullio. La resistenza del feudalesimo invece fu massima nell’interno montagnoso di Lavagna ove primeggiarono i Fieschi, signori incontrastati delle valli alle spalle del loro centro d’origine, e che, nel periodo del loro massimo splendore, raggiunsero i versanti della Valscrivia, della Valtrebbia, della Valdivara e di altre zone dell’alta Valpadana.

I Fieschi di Lavagna rimasero fino quasi all’inizio del XVI secolo i feudatari del Levante; ebbero proprietà anche a Santa Margherita Ligure dove poi sorgerà la villa dei marchesi Chiavari.

Quando si parlava dei terreni della zona tra Pescino, il castello di Corte e la valletta della “Castagna”, dove fu costruito il palazzo dai Durazzo, si diceva di andare in Fiesco.

Anche il castello di Paraggi, prima di diventare un forte genovese, sembra essere stato in mano ai Fieschi.

Genova riuscì ad aver ragione di questi feudatari che privò di diverse prerogative. Per non dilungarci nella storia di questa famiglia, delle alleanze e delle lotte con feudatari antagonisti etc, mi metterò a parlare di Rapallo, che comprendeva anche Pescino.

Alleatosi subito con Genova ne diventa fino da allora una fedele appendice con una propria relativa autonomia dalla Dominante.

Quando parliamo di Rapallo non intendiamo soltanto quella che i romani chiamarono Rea Palus (dal latino palude) ma anche le località della costa, quindi San Michele di Pagana, Santa Margherita Ligure, Corte, Nozarego e Portofino.

Rapallo comincia ad emanciparsi e inizia la lenta e inesorabile decadenza della Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte come potenza feudale.

I liberi cittadini, rapallini, pescinesi (leggi sammargheritesi, cortensi e portofinesi etc.) si battono per abolire i privilegi di caccia e di pesca sul Monte di Portofino ed ottengono di poter liberamente pescare nel loro mare e cacciare sul loro Monte.

La storia della Costa di Portofino da questo momento in poi è strettamente legata a quella della Repubblica Genovese e non stiamo qui a citare fatti d’arme per terra, ma soprattutto per mare, ai quali parteciparono cittadini del Tigullio.

Essi combatterono contro i nemici tradizionali dei genovesi, pisani prima, e veneziani poi, e rimasero sempre fedeli a Genova. Ne avevano anche interesse perché, protetti dalla Dominante, poterono arricchirsi nell’Oriente.

E necessario ricordare ora l’edificazione dell’altra abbazia benedettina, più difendibile dagli attacchi dei corsari e dei Saraceni quella della Cervara, costruita nel 1361 su di un’altura completamente isolata da ogni abitato, prospiciente il mare.

In questa abbazia saranno ospiti molte personalità importanti che sostarono in questa parte della Liguria. La storia di Genova nel XIV secolo è, infatti, ancora gloriosa; inizierà, con le lotte tra le famiglie, una decadenza della città, ma non dei genovesi, autentici individualisti.

Predomineranno i Doria con Andrea che si era messo al servizio di Carlo V; quest’ultimo si sdebitò con lui per essere stato aiutato contro i Francesi dando a Genova il monopolio delle importazioni dell’oro dalle Americhe.

E’ di questo periodo
 la grande ricchezza di Genova e dei paesi rivieraschi del levante ma anche il continuo rischio delle razzie dei Saraceni per difendersi dai quali fu costruito il castello a Santa Margherita Ligure e, a Paraggi e Portofino, furono potenziati i rispettivi fortilizi.

Genova, decaduta ormai come repubblica marinara, diventa il centro europeo di maggiore ricchezza come Firenze.

Nel XVII secolo Santa Margherita Ligure fu scelta come sede di fiere annuali e li arrivavano commercianti, agenti di cambio del denaro per cui l’eminente famiglia Durazzo, di Genova, che diede anche dogi alla Repubblica, ospitò importanti personaggi della finanza nel suo bellissimo palazzo di Santa Margherita Ligure.

Andrea Doria aveva fondato nel 1528 la Repubblica nobiliare con gli alberghi”, raggruppamenti ai quali vennero iscritte numerose famiglie di Genova e delle Riviere.

Dopo il 1528 in pieno Rinascimento Genova e, come essa, la Riviera di Levante che la seguiva nella politica, fu alternativamente sotto influssi spagnoli, fiamminghi e francesi.

Molti emigrati 
in America tornarono ricchissimi come quel Quaquaro di Santa Margherita Ligure che fu al seguito di Pablo Pizzarro.

In questi secoli sammargheritesi e portofinesi si dedicavano alla pesca del corallo prima sulle coste dello stesso promontorio di Portofino, in seguito su quelle lontane tunisine, nell’isola di Tabarka, che apparteneva alla famiglia genovese dei Lomellini.

Portofinoun mondo a parte.

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