
Nel 1874 fu completata la linea ferroviaria Genova-La Spezia, che aprì la Liguria di Levante ai nuovi flussi commerciali e passeggeri di fine Ottocento. Con l’arrivo della ferrovia, anche questo tratto della costa ligure non fu più prerogativa di elitari soggiorni di danarosi aristocratici ed artisti romantici, offrendosi alla borghesia dei Nord Europa, e in particolare quella dell’Inghilterra vinoriana e della Germania guglielmina.
Ciò che caratterizzava il tratto di Portofino e della sua costa ligure rispetto alla Riviera di Ponente e alla Costa Azzurra era un paesaggio più boscoso, una vegetazione meno esotica con una predominanza di lecci, ulivi e castagni.
Il villeggiante britannico era poi attirato da una quantità di interessanti monumenti medievali nascosti tra le ultime pendici collinari e il mare; le guide segnalano come imperdibili il forte di Rapallo, il monastero della Cervara in cui era stato prigioniero Francesco I dopo la battaglia di Pavia, oltreché il castello di Portofino e l’abbazia dei Doria a San Fruttuoso.
A Rapallo il primo luogo di aggregazione della colonia britannica fu un grande albergo, il Grand Hotel & Europe, ospitato nell’antico Palazzo Serra. Questo albergo, già negli anni ’70 dei XIX secolo, era dotato di tutti i comfort necessari per gli standard borghesi della facoltosa borghesia d’oltremanica.
Nel 1875 vi si stabilì il primo cappellano inglese di Rapallo, e fu in una sala del piano terreno che la Congregazione anglicana, su sollecitazione della Society for Propagation of Gospel in Foreign Parts, allestì la prima church-room.

Le funzioni erano celebrate tra i mesi di ottobre e maggio, la stagione prediletta dagli inglesi che, oltre a rifuggire la nebbia e la pioggia di Londra, aborrivano anche il caldo delle estati mediterranee, piene di mosche, zanzare e con il pericolo – a fine Ottocento ancora serpeggiante – di epidemie di colera e tifo ed anche della malaria.
La presenza e la costanza numerica della colonia britannica negli ultimi due decenni dell’Ottocento furono così consistenti da spingere alcuni notabili della British colony a meditare l’ambizioso progetto di acquistare un terreno, su cui edificare un luogo di culto autonomo.
Il progetto, realizzato dall’ingegner Macchiavello, vide parte attiva l’intera comunità britannica, in particolare il medico della colonia, Walter Beeby, e alcuni ufficiali a riposo, specie il colonnello Alt.
L’aspetto finanziario e amministrativo dell’intervento venne curato da Frederick Brown della Banca Granet & Brown di Genova. In quegli stessi anni venne fondata anche la English Library con una prima sede in via Montebello e quindi in viale delle Americhe.
La collezione della biblioteca inglese, di discreta consistenza, divenne dopo l’ultimo conflitto mondiale patrimonio della Biblioteca Civica internazionale di Rapallo.
Sul principio del Novecento la colonia era ormai stabile durante la stagione tra novembre e maggio; gli albergatori di Rapallo, Portofino e Santa Margherita introdussero la Liste des Etrangers, che prese il nome di Rapallo Revue, mentre in città apriva la farmacia inglese di Henry Tonolli.
Nel 1908 il dottor Beeby scriveva: «Un gran numero di persone di diverse nazionalità vengono a Portofino e Rapallo, ma vi è una crescente tendenza per gli inglesi a prediligere alcuni alberghi, una tendenza che senza dubbio si accresce anche per l’aumento della possibilità di scelta».
Le grandi strutture alberghiere che sorsero in città sui principio del Novecento attirarono l’attenzione della grande politica internazionale: già durante la prima Guerra mondiale, nel 1917, Lloyd Gorge, il maresciallo Foch, Vittorio Emanuele Orlando e Sidney Sonnino si incontrarono per una conferenza nei saloni dell’Imperiale Palace Hotel a Santa Margherita Ligure.
A questo incontro tra i leader europei dell’Intesa, seguirono nel 1920 e nel 1922 due importanti conferenze di pace: la prima tra Italia e Jugoslavia auspice il Presidente del Consiglio Giolitti, mentre la seconda, tra Germania e Unione Sovietica, ebbe lo scopo di superare i precedenti accordi di pace di Brest Litovsk. – continua.
Portofino, un mondo a parte.
