
“Lo splendido sito dal barbarico nome“: così Gabriele d’Annunzio definì “il Portofino Kulm”, l’albergo di stile liberty che fu costruito dal signor Sebastiano Gagginiall’inizio del secolo scorso.
Gaggini, oltre a essere, naturalmente, innamorato della sua Camogli, lo era anche delMonte di Portofino e della sua baia e, nel costruire quel gioiello che fu l’albergo del “Vetta”, fece uno splendido dono a Santa Margherita Ligure che, vista da lassù, appare in tutta la sua magnificenza.
Gli ospiti di quell’albergo esclusivo, che domina i due versanti del Tigullio e dell’intero Ponente, oltre a usufruire di tutti i conforts che il progresso già aveva apportato, potevano in breve tempo scendere a Santa Margherita Ligure e a Portofino dove trovavano, negli altri grandi alberghi e nelle ville, una vita sociale aristocratica di primissimo piano.
Sull’esempio dei grandi alberghi francesi - Gaggini era vissuto lungo tempo a Parigi - l’albergatore aveva messo a disposizione degli ospiti italiani e stranieri, oltre a belle camere dotate di ogni comodità, delle eleganti sale con mobilio raffinato e splendidi lampadari di cristallo.
Vi era pure una sala che costituiva un’attrazione particolare perché, essendovi sulle pareti specchi concavi e convessi, allungavano o allargavano le figure e le rendevano estremamente comiche per cui, provocando il riso, rendevano i lineamenti del viso affatto deformi.
Le passeggiate sul monte, dove si trovano rarità botaniche incredibili nella nostra latitudine, e si potevano ascoltare canti d’uccelli esotici, costituivano un altra grande attrattiva del complesso dove si recavano gli amanti della natura così come la possibilità di scendere facilmente al mare di Santa Margherita e di Portofino oltre cheCamogli.
Come abbiamo ricordato all’inizio un grande ammiratore di Portofino Kulm, nonostante il barbarico nome, fu proprio “il poeta” che da lassù poi scendeva a Santa Margherita Ligure per incontrare la sua Eleonora, (Duse,ndr.)
Portofino, un mondo a parte.
