Parco di Portofino

Portofino, a World apart
20
April 2009

Gli Artropodi nel Monte di Portofino.

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Gli Artropodi, cioè gli animali invertebrati che possiedono zampe articolate, non hanno rivali quanto a numero di specie: queste presentano caratteri estremamente vani e sono distribuite in tutti gli ambienti.  Nella fauna del Monte di Portofino che qui ci interessa sono naturalmente rappresentati i Crostacei (Isopodi o Porcellini di terra), i Miriapodi (Mille- piedi) e gli Aracnidi (Ragni, Scorpioni, Acari), ma gli insetti sono ben più numerosi e vengono ripartiti in diversi ordini.

I Coleotteri che forse si possono osservare con maggior facilità sono i piccoli Carabidi, neri o bronzei lucenti, che vivono sotto le pietre o nel terriccio. Assai più vistose sono però altre specie, come l’inconfondibile Cervo volante (Lucanus corvus). E’ questo il più grosso Coleottero europeo (80 mm) ; nonostante le loro grandi mandibole a più punte, i maschi – al pari delle femmine – sono perfettamente innocui. Le larve vivono nei tronchi di latifoglie. Cospicua statura ha anche lo Scarabeo rinoceronte (Oryctes nasicornis), bruno lucido, con una singolare prominenza simile a un corno sul capo dei maschi; la larva, molto grande e biancastra, ha il corpo incurvato a C e vive nel suolo o entro il legno marcio. Il nome di Scarabei, nella foto in alto,  si applica a diversi altri Coleotteri, come quelli del genere Geotrupes, che spesso si incontrano nei boschi; si aggirano sui sentieri in cerca di escrementi che servono di cibo sia per le larve, sia per gli adulti. Notissima è la Cetonia aurata, di un bel verde brillante; riesce dannosa in quanto rode i fiori ed anche i frutti. Facilmente riconoscibile è una grande e bella specie di Maggiolino detta Polyphylla tullo: il suo corpo è marmoreggiato di bianco e di bruno e le antenne portano un vistoso mazzetto di lamelle, più sviluppate nei maschi. Questo insetto vive soprattutto sui pini di Portofino, dei quali divora le foglie; le larve sono sotterranee. Possiamo chiudere la serie dei coleotteri di più cospicua statura con il Cerambice (Cerambyx cerdo) che misura circa 50 mm, escluse le lunghissime antenne; le larve stanno nei tronchi, in particolare di quercia. Analoghi costumi hanno le larve della Chalcophora, un insetto dal tegumento eccezionalmente robusto e dotato di riflessi metallici. Comune sul Promontorio di Portofino, come dappertutto, è la piccola Gallinella della Madonna (Coccinella septempunc-tata), che vive sulle piante e si ciba di afidi.

Non meno frequenti sono le Timarcha, coleotteri blu scuro, che si vedono camminare sui sentieri e che, toccati, emettono un liquido rossastro fra le articolazioni delle zampe. Su erbe svariate possono osservarsi le Crisomele, di diversi generi e specie, e l’affine Cassida viridis, dal corpo molto depresso. Nei formicai è stato riscontrato il minuscolo (2 mm) Claviger apenninus, cieco e giallastro, che trasuda una sostanza gradita alle formiche. Sul Monte di Portofino, nei tronchi abbattuti dei pini, si sono rinvenuti (Bineghi, 1967) alcuni coleotteri corteccicoli appartenenti a famiglie diverse (Stafilinidi, Isteridi Curculionidi, Ipidi). La esplorazione di certe grotte presso Rapallo vi ha fatto scoprire due insettini cavernicoli: Parabathyscia tigullina e Duvalius doderoi. Più ancora dei Coleotteri, i Lepidotteri attirano l’attenzione di chi consideri, anche superficialmente, la fauna terrestre del Promontorio di Portofino.

Numerose sono le farfalle diurnePapilio machaon e P. s/non (=podalirius) sfoggiano eleganti disegni gialli e neri sulle ali, di cui le posteriori terminano con una caratteristica codetta. Le Pieridi sono rappresentate dalla Cavolaia (P/ens brassicae) e da due specie più piccole (P. rapae e P. napi), le cui ali sono pure bianche; più rara è la Pieride del bianco- spino (Aporia crataegi). Questi insetti appartengono a una famiglia ove i colori alari si devono a pigmenti derivati dall’acido urico. La stessa famiglia include Colias hyale e C. croceus, le cui ali sono gialle con un largo margine nero e i cui bruchi vivono su diverse leguminose, e la bella Gonepteryx cleopatra. Quest’ultima – di colore giallo con una larga macchia arancione su ciascun’ala anteriore dei maschi – è un caratteristico elemento della fauna mediterranea (zona dell’olivo di Portofino). Farfalle dalla colorazione fondamentalmente bruna sono i Satin (Satyrus circe e S. semele), che in riposo nascondono le ali anteriori fra quelle posteriori, nonché due specie di Parargo, la Epinephele Jurtina e la piccola Coenonympha pamphilus. Degni di particolare menzione sono però altri due lepidotteri, che sul promontorio di Portofino sembrano rinvenirsi più facilmente che in altre zone: la graziosa Limenitis rivularis, nella foto,  bruno-violacea con targhe fasce bianche, e la splendido Charaxes Jasius, dalle ali brune con margine giallastro, le posteriori munite di due codette per ciascuna. Anche il Charaxes può dirsi una farfalla mediterranea»; il suo bruco vive sul corbezzolo. Le Vanesse sono rappresentate da ben note specie come Vanessa atalanta, V. cardui (notevole per il suo cosmopolitismo e per le sue ampie migrazioni) e Polygonia egea. Altre farfalle assai comuni sono la Melitea (Melithea athalia), rossastra con macchiette nere, e le piccole Licene (Plebeius argus, Polyommatus icarus). In queste ultime le femmine hanno una modesta livrea bruna, mentre i maschi presentano un bel colore azzurro che giustifica il nome volgare di azzurrine. Protoparce convolvuli e Macro glossa stellatarum possono additarsi come rappresentanti delle Sfingi, alle quali si aggiungono naturalmente molti altri lepidotteri dl diverse famiglie (Bombici, Nottue, Geometre, Tignole, ecc.). Assai più rapida è la nostra rassegna di insetti di altri gruppi. Agli imenotteri appartengono Vespa crabro (Calabrone), Vespula germanica e Formica rufa, i cui nidi sono sparsi nei boschi; sul Monte di Portofino furono raccolte galle di Rhodiets eglantenlee su foglie di rosa.

Tra gli Odonati figura una vistosa specie di Libellula (Aeschna cyanea). Non mancano le caratteristiche Forbicine (Forficula auriculania, Euborellia moesta: ordine dei Dermatteri), mentre gli Ortotteri annoverano diverse specie di Cavallette dalle antenne lunghe (Phaneroptera, Decticus albifrons) o corte (Oedlpoda coerulescens, Anacridium aegyptium). Più numerosi sono gli Emitteni, tra i quali primeggia per notorietà la comune Cicala (Lynistes plebe jus). Devono pure ricordarsi il Rhinocoris iracundus, che infligge dolorosissime punture, il Lygaeus pandurus ed alcune specie di Cimici selvatiche (Palomena presine, Rhaphigaster nebulosa, Graphosoma italicum, Eurydema oleraceum). Si aggiungono gli Emitteri acquatici, come l’agile Notonetta (Notonecta maculata) e le ldrometre simili a ragnetti che corrono velocemente sulla superficie (Hydrometra stagnorum, Gernis lacustnis, Velia gridellii).

Portofinoun Mondo a parte.

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