L’area terrazzata nel corso dei secoli ha raggiunto la superficie massima di circa 1400 ettari, ed ha interessato la fascia costiera fino all’altezza di 450-500 metri sul livello dei mare, partendo a volte a pochi metri dalla riva. È difficile fornire una cifra esatta dei metri cubi di muretto presenti in ogni ettaro, perché le fasce coltivate hanno una diversa ampiezza e sono sostenute da muretti la cui altezza varia a seconda che siano collocate in zone molto acclivi o più dolci.
Ammettiamo tuttavia che l’altezza media di un muro sia di circa due metri, che il suo spessore sia di circa 50 centimetri e che una fascia sia ampia in media dai 4 ai 5 metri. Sulla base di queste misure, in ogni ettaro coltivato sono presenti dalle 25 alle 20 fasce, con uno sviluppo in lunghezza di muretti a secco compreso fra i 2.500 e i 2.000 metri e, di conseguenza, un volume compreso fra i 2.500 e i 2.000 metri cubi.
La somma complessiva relativa alla intera superficie agricola è quindi compresa fra i 3.500.000 e i 2.800.000 metri cubi.
Inoltre è stato calcolato che circa 60-70 metri cubi di muretto per ettaro debbano essere ricostruiti ogni anno, per una cifra totale di ricostruzione pari a 84.000- 98.000 metri cubi complessivi nel periodo di massima ampiezza dell’utilizzazione agricola del territorio delle Cinque Terre. Occorre rapportare questi numeri ad una popolazione che è sempre stata limitata e che anche intorno al 1920, periodo di maggiore espansione demografica, non ha raggiunto le 8.000 unità e in seguito è cominciata a scendere, in modo rapido negli ultimi decenni.
Infine, un bravo costruttore di muretti, se sufficientemente assistito da almeno un manovale e se dispone di una quantità sufficiente di pietre, riesce a edificare dai 2 ai 3 metri cubi in una giornata. Questi pochi dati testimoniano la quantità di lavoro che un numero contenuto di uomini per ogni generazione ha impresso nella costa.
Milioni e milioni di pietre sono passate nelle mani degli agricoltori per fissarsi in un sistema, che ha plasmato un intero tratto di costa e che ha reso possibile una agricoltura intensiva, fondata soprattutto sulla vite, che l’ha resa famosa, in minor misura sull’olivo e a Monterosso anche sugli agrumi.
Portofino, un mondo a parte.



















