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Sei in Ospiti Storici

charles-louis-montesquieu

Lo scrittore politico francese, che viaggiò a lungo in Europa per osservarne istituzioni e costumi, fu anche a Genova che non giudicò affatto bene.

Certo la Superba che si accaniva per mantenere il dominio sulla Corsica, piccola isola ribelle, era la stessa che aveva rinunciato a scoprire e a conquistare l’America e che, nel secolo dei lumi, non aveva neppure una strada per la Toscana.

Per raggiungere quel granducato bisognava viaggiare per mare; via terra, con i muli, era oltremodo pericoloso non solo per il rischio di precipitare da qualche passaggio scosceso degli Appennini, ma anche per quello di essere aggredito dai briganti, frequenti un po’ dappertutto su quelle montagne.
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lazzaro-spallanzani

Quando sulla spiaggia del Pedale di Santa Margherita Ligure, vediamo, come tante rane, i sub (maschi e femmine) che s’immergono e fuoriescono dal mare è, per noi della fine del ventesimo secolo, oltremodo faceto pensare che in quelle stesse acque si tuffava nel 1785 il quarantacinquenne scienziato scandianese Lazzaro Spallanzaniper studiare la necessità del contatto delle uova degli anfibi con il liquido spermatico per la loro riproduzione.

Era venuto all’abbazia della Cervara da Portovenere, dove aveva effettuato importanti studi di talassologia. 

Questo personaggio, grande viaggiatore e attento osservatore della natura nei suoi molteplici aspetti, non molto magnificato dalla letteratura e conosciuto appena dagli specialisti, fu un grande delle scienze sperimentali, antesignano del grande Pasteur, e fece studi sulla generazione spontanea che dimostrò impossibile.
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Henry Alford, il sacerdote anglicano.


Tuesday, 14 April 2009

Henry Alford, il sacerdote anglicano che con grande minuzia di particolari ci descrisse con penna e matita la costa da Cannes a Genova, fu nel 1868 anche a Portofino.

Qui fu ospite del suo connazionale Montagu Brown, console inglese a Genova, nell’antico castello sopra Portofino.

Da qui essi fecero un’escursione sul monte per goderne gli splendidi panorami, sentirsi parte di una natura incontaminata così diversa da quella inglese, ubriacarsi dei profumi della vegetazione mediterranea.

Erano partiti al mattino quando era ancora fresco. Alford, contrariamente all’amico Montagu, pratico della zona, aveva indossato un impermeabile tweed del quale, dopo la prima salita, si era subito spogliato.
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richard-wagner

Nell’estate del 1853 Richard Wagner viveva per la prima volta a Genova l’esperienza mediterranea.

Era entusiasta della città
, dei suoi dintorni, della gente, dell’atmosfera. Lo sappiamo da una lettera da lui scritta alla prima moglie Mirina Wagner: “C’erano alti gli oleandri in fiore, le notti erano divine”. 

Dalla spianata di Castelletto il panorama del golfo era stupendo: a levante, possente, il monte di Portofino, a ponente la riviera fino ai lontani monti di Francia.

Ma, come spesso accade d’estate, il tempo, che da alcuni giorni era stato splendido, cambiò.

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Alfred Noak, fotografava Portofino.


Tuesday, 14 April 2009

Innamorato della bellezza di Portofino, della Riviera Ligure e, in particolare proprio, della Baia di Portofino, Alfred Noak dedicò gran parte della sua vita a immortalarla nella fotografia.

Fu un vero principe di quest’arte, allora ai primordi, e siamo a lui debitori di tante vedute di Santa Margherita Ligure e di Portofino.
Egli era originario di Dresda, la splendida capitale della Sassonia, chiamata, come è noto, la Firenze del Nord, città che fu completamente distrutta da bombardamenti aerei degli Alleati l’ultimo giorno della seconda guerra mondiale.

Alfred Noak era quindi amante dell’arte e, come scrive Giuseppe Mercenaro, “… egli portò nell’esplorazione della Riviera la sua formazione. L’occhio si era nutrito della cultura della città d’origine dove pittori, anche veneti, come Bernardo Bellotto, ritraevano la città, i suoi ponti, i suoi parchi sotto un aspetto quasi fotografico …. in Noak il clima e i risultati artistici di Dresda si leggono nel paesaggio della Liguria”.
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federico-nietzsche

La patria è nei luoghi dove l’anima è incatenata” scrisse Voltaire, il grande pensatore francese. Federico Nietzsche ci conferma questa affermazione e ci dimostra come ci sia un nesso profondo tra i luoghi che hanno ispirato artisti e intellettuali e le loro opere. 

Nel suo “Ecce homo” egli definì Portofino un piccolo dimenticato universo di felicità.

Il fascino magico di Portofino è mi sogno da svegl!

Non molti sanno che qui egli scrisse a Portofino buona parte del suo “Also sprach Zarathustra” (Così parlò Zarathustra).

Qui, quando fa l’apologia della voluttà e della sensualità, ci descrive il promontorio in questi termini: “In sogno, in un ultimo sogno mattutino, mi trovavo su un promontorio, al di là del mondo, tnevo una bilancia e pesavo il mondo”.

Del suo soggiorno a Portofino, che coincise con uno dei periodi più importanti della sua vita, esistono poche tracce, e quelle poche dovute alla sua penna in alcune lettere e in un memoriale.

La prima parte dell’opera sopraccitata nacque nel 1883 «nell’insenatura preziosa e quieta di Rapallo, intagliata tra Chiavari e il monte di Portofino».
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umberto-di-savoia

Nel 1879 la linea Roma-Genova, collegamento importante della struttura ferroviaria italiana, era stata completata. Umberto I, da un anno re d’Italia, decise quindi di percorrere l’intero tratto che congiunge la Capitale con la Superba.

Nel programma del viaggio era anche compresa una breve sosta nella stazione di Santa Margherita Ligure. Il Re conosceva già l’amenità dei luoghi celebrati da famosi scrittori e poeti e amava quella cittadina che gli ricordava il nome della sua illustre consorte. 

La carrozza reale vi giunse alle 16,45 del I agosto.

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gerhart-hauptmann

Il grande scrittore del Naturalismo tedesco Gerhart Hauptmann venne a svernare, ospite degli amici Brown, nel castello di Paraggi nel 1912, quando ottenne, per il suo celebre dramma “I tessitori“, il premio Nobel per la letteratura.

Era già separato dalla prima moglie Marie Thienemann, figlia di un ricco banchiere di Dresda, e si era risposato con Margarethe Marschalk con la quale aveva già fatto molti viaggi in Italia. 

In quell’anno erano anche ospiti di Santa Margherita Ligure all’Albergo Continentale il duca e la duchessa di Sassonia-Coburgo-Gotha.

Quando soggiornava a Santa Margherita Ligure, Gerhart Hauptmann si recava spesso al Caffè Colombo, di fronte ai giardinetti, con i signori Brown per offrir loro l’aperitivo.

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