Archivio della Categoria Ospiti Storici

Primavera 1953: su una Renault rossa fa il suo ingresso a Portofino lo scrittore Truman Capote, accompagnato da Jack Dunphy – suo compagna di vita – e da una rumorosa coppia di cani.
Insieme affittano un appartamento sopra il Ristorante Delfino, all’ultimo piano e con un gran terrazzo, e vi restano fino alla fine d’ottobre.
Nato a New Orléans nel 1924. quando si concede questa lunga vacanza, Truman Capote è già un personaggio affermato, noto in patria per le sue doti di brillante scrittore, e poi per la sua vita sregolata e trasgressiva.
Ha esordito nel 1948 con il romanzo “Altre voci, altre stanze“, seguito l’anno successivo da una raccolta di racconti intitolata “Un albero di notte” e, nel 1951, dal romanzo “L’arpa d’erba“. Inoltre ha già scritto per il teatro e per il cinema.
A Portofino si reca con l’intenzione di lavorare con calma alla sceneggiatura di “House of flowers” e, al tempo stesso con il progetto di tentare di scrivere di nuovo dei racconti.
Non poche sono però le distrazioni a fargli “sciupare” gran parte dell’estate.
Convengono, quasi contemporaneamente, nel borgo di Portofino una schiera di amici e di celebrità.
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Fra gli ospiti di Portofino e soprattutto di Santa Margherita Ligure all’albergo Imperiale ricordiamo Eva Duarte Peron che fu moglie del dittatore argentino. L’encantadora dopo, un lungo viaggio in Europa, volle trascorrere qualche tempo in Liguria, particolarmente nella Riviera di Portofino, in quella Santa Margherita Ligure che aveva tanti legami con la sua patria.
Non solo molte famiglie di questa cittadina erano emigrate in Argentina, ma anche erano tornate in Italia dopo aver fatto fortuna.
Pertanto, quando Eva Peron venne in visita, una delegazione di sammargheritesi si recò a salutarla.
Molte splendide residenze di Santa Margherita Ligure furono costruite dagli antenati di quelle persone delle quali moltissime avevano frequentato la scuola che dapprima si chiamava “Commerciale Pratica Cristoforo Colombo” e, in prosieguo “Guglielmo Marconi“, costruita con capitali di italo-argentini.
Il ricevimento ebbe luogo negli splendidi saloni dell’albergo Imperiale.
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martedì, 24 novembre 2009

Il grande attore statunitense Rex Harrison - nella foto con Audrey Hepburn – brillante interprete dei film “My fair lady“, costruì una villa che gli costò $ 50.000 dei primi anni dopo la guerra sopra l’albergo Splendido di Portofino nel luogo dove, precedentemente, vi era un bunker nel quale i tedeschi avevano posto una batteria di cannoni.
Andò là ad abitarvi con la moglie Lilly Palmer, un’attrice d’origine tedesca e, amante com’era della compagnia e delle allegre brigate, convocò mezza Hollywood a Portofino, dove furono ospiti all’albergo Splendido di Portofino Clark Gable, Jennifer Jones e David O. Selznik e moltissimi altri attori.
Riportiamo un interessante aneddoto tratto dal libro di Antonio Nannicini “Lettera da Portofino”.
Quando Harrison vinse l’Oscar, tornò a Portofino e volle rifesteggiare l’avvenimento con gli amici portofinesi a “La Gritta”, il celebre American bar che si affaccia sulla calata Marconi – punto di ritrovo a quei tempi – del jet-set internazionale che amava celebrare l’aperitivo godendo del tramonto di Portofino.
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martedì, 17 novembre 2009

“II tamburo principal della banda d’Affori, che comanda cinquecento- cinquanta pifferi..”.
Le note della popolare canzone contribuirono a rendere effervescente quella serata del 16 agosto di ventun anni fa, quando, in una stracolma piazza dei municipio, veniva assegnata la cittadinanza onoraria di Santa Margherita Ligure a Erminio Macario che, benché piemontese di nascita, era sammargheritese per adozione, avendo scelto questa città come dimora, risiedendo prima in una villa di Via del Sole – strada che ospita anche un illustre personaggio dello sport – poi in un appartamento dei centro.
Per oltre cinquant’anni Macario aveva calcato le scene dei teatri di tutt’ Italia con un genere di spettacolo oggi scomparso e completamente dimenticato: la rivista.
Per decenni fu un comico allo stato puro, uno dei pochissimi capiscuola del teatro di questo secolo, un attore dotato di una personalità ed un intuito davvero eccezionali.
Nello spettacolo era un professionista preparato, ma, soprattutto, un comico poeta, perchè le sue ingenue e disarmanti battute erano dolci ed entusiasmavano le platee. E’ difficile parlare dell’uomo di spettacolo senza scindere la sua personalità.
Fuori dalle scene, nella vita di tutti i giorni, l’attore poteva sembrare scontroso.
Ma non era così. Tolta la scorza, ritornava il personaggio pubblico di sempre pronto alla battuta scherzosa. Come ha amabilmente scritto di lui la giornalista Serena Bassano, Macario “era impastato di teatro, nato per il palcoscenico, e su di esso vissuto e, quasi, morto”.
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martedì, 10 novembre 2009

Parlare di Nicola Abbagnano significa anche, in qualche modo, parlare di Portofino e di Santa Margherita Ligure, città che scelse come una seconda dimora e che dimostrò d’amare a tal punto di lasciar scritto di volervi esser sepolto.
Abbagnano ere una rondine che ogni estate, tornava dalle nebbie padane in questa città per gioire del suo mare, del verde delle sue colline, del clima e, forse, anche di quel tramonto indimenticabile che André Gide chiamava l’heure bleu (l’ora blu), quel magico momento che dura pochi attimi, in cui tutto l’ambiente, compresa l’aria si colora di un tenue azzurrino.
Ne avevamo parlato già nei mesi scorsi dei tramonti dai colori pastello nel Golfo di Portofino.
Un’atmosfera di poesia che, certo, Abbagnano gradiva.
Lui, che vibrava di una soavità che si esprimeva con i suoi occhi chiari, pieni di luce e col sorriso abbozzato sulle labbra. Osservandolo, proprio per la sua figura raffinata e bonaria, sembrava un poeta, un sognatore più che un filosofo immerso nella severità degli studi.
In effetti, un’ondata di poesia attraversò tutta la sua opera. In un’intervista rilasciata dieci anni fa a Santa Margherita, alla domanda se si sentiva più ottimista che pessimista rispose: «Come ogni persona di buon senso, mi sforzo di essere un realista. E dico a me stesso: “Cerchiamo di vedere dove sono i pericoli e dove stanno le cose buone. Diamo forza agli elementi positivi della vita”.
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Beppe Croce che fu per molti anni presidente dello Yacth Club Italiano, ha amato il mare, la vela e Portofino.
I suoi tanti incarichi lo portavano spesso lontano, ma è qui che amava ritornare, rivedere la sua casa, la sua famiglia, ritrovarsi con gli amici, con le sue abitudini, con un mondo che lo aveva circordato fin da ragazzo.
Siamo stati grandi amici e forse dovrei scrivere una lunga elegia, ma sono certo che anche a lui non sarebbe piaciuto e penso che le mie parole sarebbero inadeguate ai racconto.
Portofinese, da sempre residente lì, ha nutrito per questo paese un amore sicuramente ricambiato.
Penso che i portofinesi, e io con loro, amino ricordarlo così: in Piazzetta sorridente, elegante, sempre disponibile ad ascoltare tutti su tutto, un gran signore, ambasciatore di questo borgo nel mondo.
Beppe Croce
1989 -1986
Portofino, un mondo a parte.
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Il grande musicista Victor de Sabata, nato a Trieste nel 1892, direttore dell’orchestra scaligera, accademico di Santa Cecilia, decorato con la medaglia d’oro dei benemeriti della cultura e dell’arte della città di Milano e insignito di moltissime onorificenze italiane e straniere.
Nel 1947 ebbe un terribile infarto in America per il superlavoro.
Scelse allora di passare una lunga convalescenza a Santa Margherita Ligure e Portofino per il suo clima mite e poi la elesse come sua residenza.
Qui, fu molto vicino al giovane pianista Piero Lo Faro.
Lo incoraggiò, riconoscendo il suo talento, e fu presente molti suoi concerti.
Persona dal comportamento principesco e con la distinzione del gran signore, Victor de Sabata, soleva spesso visitare l’amico Piero nella sua bella villa e amava fare passeggiate sulla strada di Portofino.
De Sabata abitava in una suite dell’albergo Metropole e gli ultimi tempi all’ albergo Regina Elena dove si recava a curarlo e a confortarlo il suo grande amico, il dottor Ettore Alberti.
Morì nella Casa di Salute Villa Attilia nel dicembre 1967.
Victor De Sabata
1892 – 1967
Portofino, un mondo a parte.
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