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Sei in Monte di Portofino

gabbiani

Un grande gruppo animale che ha sempre avuto molteplici attrattive nel Monte di Portofino, non soltanto per gli zoologi, è quello degli Uccelli. 

Come attesta una pubblicazione (Spanò, 1969) – ove sono enumerate 94 specie – essi sono i soli animali nei cui riguardi si siano svolte sul Promontorio di Portofino ricerche di una certa ampiezza.

Lungo la costa si osservano naturalmente diversi uccelli marini, fra i quali primeggiano per notorietà i Gabbiani, appartenenti a specie varie; la più comune è il Gabbiano reale (Larus argentatus), riconoscibile per la notevole statura e per il becco giallo con una macchia rossa presso l’estremità. 

E’ stazionario, ma la sua nidificazione – probabilmente sulle impervie scogliere del lato meridionale – non è accertata.  

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I Rettili e gli Anfibi del Monte.


Monday, 20 April 2009

Rimane da dare notizia di altre due classi dl vertebrati: Rettili e Anfibi. L’una e l’altra sono rappresentate sul promontorio da ben poche specie. Di comune occorrenza è la Lucertola dei muri (Lacerta muralis), alla quale si aggiunge il Ramarro (L. viridis), notoriamente più estraneo agli insediamenti umani. 

lucertola-portofino

Portofino fu segnalata la occasionale presenza della splendida Lucertola ocellata (L. lepida),  nella foto, grande specie adorna di macchie azzurre, che per quanto riguarda l’Italia è nota solo in poche lo- calità della Riviera ligure di Ponente; per la sua rarità e bellezza, questo rettile richiede una protezione assoluta.
Verso sera, compaiono frequentemente sul muri i Gechi (Tarentola mauretanica) e gli Emidattili (Hemidactylus turcicus), questi e quelli forniti sotto le dita di serie di lamelle che costituiscono ottimi dispositivi per l’adesione.  
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scarabei

Gli Artropodi, cioè gli animali invertebrati che possiedono zampe articolate, non hanno rivali quanto a numero di specie: queste presentano caratteri estremamente vani e sono distribuite in tutti gli ambienti. 

Nella fauna del Monte di Portofino che qui ci interessa sono naturalmente rappresentati i Crostacei (Isopodi o Porcellini di terra), i Miriapodi (Mille- piedi) e gli Aracnidi (Ragni, Scorpioni, Acari), ma gli insetti sono ben più numerosi e vengono ripartiti in diversi ordini.

I Coleotteri che forse si possono osservare con maggior facilità sono i piccoli Carabidi, neri o bronzei lucenti, che vivono sotto le pietre o nel terriccio. Assai più vistose sono però altre specie, come l’inconfondibile Cervo volante (Lucanus corvus).

E’ questo il più grosso Coleottero europeo (80 mm) ; nonostante le loro grandi mandibole a più punte, i maschi – al pari delle femmine – sono perfettamente innocui. Le larve vivono nei tronchi di latifoglie. Cospicua statura ha anche lo Scarabeo rinoceronte (Oryctes nasicornis), bruno lucido, con una singolare prominenza simile a un corno sul capo dei maschi; la larva, molto grande e biancastra, ha il corpo incurvato a C e vive nel suolo o entro il legno marcio.

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I Molluschi nel Monte di Portofino.


Monday, 20 April 2009

limax

La fauna terrestre del Promontorio di Portofino include alcune specie di Molluschi. 

Si possono infatti osservare grosse Lumache (Limax), nella foto,  e Chiocciole diverse: Helix pomatia, H. adspersa, Eobania vermiculata, Cepea nemorails, Retineila olivetorum, Helicella cespitum.

Non mancano infine - e con essi si conclude la nostra rassegna degli animali terrestri - rappresentanti dei cosiddetti vermi: si tratta di diverse specie di Lombrichi, cioè Anellidi Oligocheti, nei cui riguardi mancano tuttora indicazioni precise.

Portofino World Site, un mondo a parte.

flora-marina attorno al monte di portofino

Il tratto di mare che circonda il Promontorio di Portofino è sede di una fauna assai interessante, che offre variazioni qualitative e quantitative in rapporto con i diversi ambienti nei quali è distribuita.

A differenza di quella terrestre, essa è stata oggetto di molteplici ricerche, soprattutto in epoca recente, per cui possediamo una documentazione sufficiente a delinearne la composizione ed i caratteri.

A una serie di studi compiuti dal celebre zoologo genovese Raffaele Issel e dal suoi collaboratori, una cinquantina d’anni addietro, fecero seguito quelli promossi – dopo il 1955 – dal Museo di Storia Naturale di Genova.

Ove si vogliano citare anche gli animali viventi in mare aperto, si può aprire la serie con i Cetacei, rappresentati non solo da due specie di Delfini (Delphinus deiphis e Tursiops truncatus), ma anche dalla ben più rara Pseudorca crassidens comparsa a Camogli.

Da quest’ultima località gli zoologi ebbero non pochi animali rari e di alto interesse, in parte incappati nella piccola tonnara situata presso Punta Chiappa.
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Sentiero Bocche San Lorenzo – Monte Croce – Nozarego – S. Margherita Ligure
Km 3,800 – durata ore 1,15

E un sentiero che raccorda gli itinerari N. 1 e N. 15 e va percorso in alternativa con l’itinerario N. 18.

E’ interessante la parte che giunge al Monte Croce dl Nozarego (a 391 metri) dal quale si scorge parte del golfo del Tigullio sul versante a levante e, a nord, tutta la conca che scende a Santa Margherita Ligure.

Portofino, un mondo a parte.

Sentiero Pietre Strette – Croce dl San Sire – Costa Secca – Santa Margherita Ligure
Km 4 – durata ore 1,30

Anche questo bellissimo itinerario ha inizio al crocivia delle “Pietre Strette” e segue un primo breve tratto del percorso N. 1 su fondo battuto (ciottolato nel tratti scoscesi), in leggero pendio.

Quindi - al primo bivio (cartello Indicatore) – piegare sulla sinistra e scendere fra olivi e ripiani prativi, a località Costasecca, per poi raggiungere Santa Margherita Ligurepassando per il Belvedere.

Tutto il percorso, che si svolge sulla dorsale esposta a levante, presenta splendide inquadrature del magnifico Golfo di Portofino e Tigullio.

Portofino, un mondo a parte.

Sentiero Pietre Strette – Costa del Ghidelli – Base 0
Km 2,500 – durata minuti 45

Si tratta di un itinerario da considerarsi in alternativa al N. 2, che può senz’altro preferirsi, perché più vario ed in gran parte con pendii meno accentuati e più confortevoli.

Questo percorso - che praticamente porta a San Fruttuoso - ha inizio alle Pietre Strette, appena dopo il valico, volgendo a levante.

In leggera discesa, il sentiero ben tracciato a fondo di terreno battuto, si percorre, fraPinus e Arbutus, con belle vedute del vallone sottostante sino a raggiungere una quota dalla quale compare San Fruttuoso. 

Quindi alla Base 0, si raggiunge l’itinerario descritto al N. 4 seguendo il quale si giunge al Monastero di Capodimonte.

Portofino, un mondo a parte.