Sei in Monte di Portofino

L’insediamento, di ridottissime dimensioni, comprende una bella chiesetta romanica eretta nei primi anni dei XII secolo dai monaci della congregazione di San Auto ed un grande caseggiato ad uso civile, frutto della trasformazione ottocentesca dell’attiguo convento.
Oggi è ancora abitato da poche famiglie di pescatori, un tempo assai più numerose, essendo molto attiva la pesca alla Foce di Punta Chiappa. A Porto Pidocchio i pescatori tenevano le barche e le reti che venivano calate lungo la costa del promontorio.
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Registrato in: Area Marina Protetta, Monte di Portofino

San Rocco è il piccolo centro abitato che sorge attorno alla chiesa, alla sommità della parete rocciosa caratterizzata dagli strati di calcare disposti verticalmente in grandi pieghe. E’ raggiungibile facilmente via terra attraverso una strada panoramica carrozzabile che si diparte dalla statale Aurelia nei pressi di Ruta.
Vi si può arrivare anche a piedi, da Camogli, percorrendo una pedonale che ha inizio in prossimità del grande parcheggio nei pressi del Palazzo Comunale e di via Niccolò Cuneo o da Punta Chiappa, salendo lungo una mulattiera che taglia trasversalmente il versante occidentale del promontorio, toccando anche il piccolo insediamento di San Nicolò.
Il centro abitato, intitolato al Santo noto per essersi preso cura a lungo degli appestati, ha origini antiche.
Si sa della presenza, fin dal XV secolo, di una cappella intitolata al pio pellegrino, originario di Monpellier, attorno alla quale sorse l’insediamento, a mano a mano che cresceva la devozione dei Camogliesi al Santo, considerato protettore ineguagliabile contro epidemie e carestie.
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Registrato in: Area Marina Protetta, Monte di Portofino
A monte di Punta Cannette, sulla collina contrassegnata da alti pini, è venuto alla luce, nel corso degli scavi compiuti nel 1976, un piccolo villaggio preistorico. Ad indirizzare gli studiosi verso questo sito è stato il toponimo Castellaro che in molti casi in Liguria ha indicato, in località montane, la presenza di un insediamento protostorico.
Nel corso degli scavi sono stati individuati perimetri di capanne, con oltre un migliaio di reperti, frammenti ceramici di grandi e piccoli contenitori d’uso familiare, di diverse forme, da quelli di impiego quotidiano come tazze e scodelle a quelli di grosse dimensioni per conservare granaglie, e ancora, pesi di telai e fusaiole oltre a numerosi frammenti ossei di animali, tutti risalenti alla fine dell’età dei bronzo (XIII secolo a. C.).
Un antichissimo villaggio assai simile ad altri insediamenti coevi, come quelli del Castellaro di Zignago e di Vezzola, in provincia della Spezia. Un elemento singolare: tra i numerosissimi reperti di uccelli, capre, cervi e maiali, sono risultati quasi del tutto assenti i molluschi e i pesci, testimonianza evidente di una distanza considerevole, in età protostorica, dei Casteliaro camogiiese rispetto al mare.
Portofino, un mondo a parte.
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da San Rocco a Punta Chiappa.
Chi desidera osservare da terra il versante occidentale del parco marino può percorrere a piedi l’agevole mulattiera che dall’abitato di San Rocco (raggiungibile in auto, con autobus di linea o a piedi da Camogli) scende fino a Punta Chiappa.
Dal piazzale della chiesa, che già offre uno splendido panorama della vallata di Ruta e del Golfo Paradiso prende avvio una stradina che si affaccia sulla costa dirupata, da dove è visibile l’impianto della tonnara; quindi, attraverso una scalinata, si imbocca la stradina che tra orti, giardini e vegetazione spontanea conduce al villaggio di pescatori di San Nicolò, nei pressi del rivo omonimo, dove, appena superato un ponticello, si può ammirare la piccola chiesa romanica, con il piazzale in ciottolato.
Sempre scendendo – tra l’altro al ritorno potreste fermarmi per un aperitivo al Baretto con acciughe, capponada e buon vino con vista unica (sconsigliato a ferragosto) – si giunge alla casa del Mulino dove sgorga acqua di sorgente, freschissima anche in piena estate, quindi attraverso una passerella che costeggia il mare si arriva a un gruppo di casette di pescatori.
Da qui tra i grandi massi di conglomerato di Portofino si prosegue per l’imbarcadro, dove approdano i battelli di linea e dove si apre il piccolo Porto Pidocchio, minuscola insenatura naturale arcuata come un amo da pesca, un tempo più di oggi rifugio e luogo di deposito di barche ed attrezzi da pesca. Percorrendo la scalinata che lo affianca si raggiunge la radice dello sperone roccioso che segna il confine tra il versante occidentale e quello meridionale del promontorio.
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Le strade, che il turista può scegliere per visitare il Monte di Portofino, si possono classificare come segue:
a) Le strade carreggiabili.
Esse son tre: la Ruta-San Rocco; la Ruta-Portofino Vetta (pagamento pedaggio) e la Santa Margherita-Nozarego. Una invece dl dette strade deve considerarsi a funzione turistica », ed è la Santa Margherita-Portofino (mare). Tutte generalmente ben asfaltate.
b) Le strade pedonali.
Quelle « riattate » di recente sono state ricoperte con un manto di asfalto o di cemento. Hanno il vantaggio indiscutibile dl essere assai comodamente percorribili ma – quando non vi siano gradinate – esiste l’inconveniente che il turista è disturbato dal passaggio dl motorette o dl macchine di piccola cilindrata. Le strade pedonali antiche sono invece generalmente ciottolate. Originariamente costruite con cura, il ciottolame è ripartito secondo l’asse centrale, per cui si distingue ancora nettamente la linea di ripartizione, che corre precisa nel mezzo.
c) Le strade mulattiere.
Quando, a causa del pendio più accentuato il fondo ciottolato non teneva agli zoccoli del muli, nella mezzeria il fondo venne mattonato (mattoni pieni disposti a coltello). Le strade mulattiere hanno pertanto quel caratteristico colore rosso scuro dei vecchio mattone pieno di una volta.
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Strada pedonale da Ruta a Portofino Mare.
Km 7,500 – durata ore: 2,15
La strada pedonale ha inizio dalla chiesa parrocchiale dl Ruta. Volgendo a destra (sud), su fondo cementato e gradinato, si scavalca (non visibile) la galleria sottostante della Via Aurelia e si sale fra modeste villette (ottime vedute su entrambi i versanti).
Il pendio si fa subito meno accentuato e compare il caratteristico fondo ciottolato, fra rade conifere e qualche prato. Si scorgono alcune felci: si tratta del Polypodlum vulgate. Poco più sopra, notevole un boschetto di vecchi lecci (Quercus ilex), poco prima del piccolo albergo e del museo di affreschi ricostruiti sui ruderi del vecchio Grand Hotel Portofino KuIm.
Il panorama, che si gode dal belvedere antistante all’albergo e museo è veramente notevole. Superato il museo, sulla sinistra, sui ruderi dell’antico ristorante esiste oggi un fabbricato destinato a mostre e congressi, indi l’imponente antenna del ripetitore della TV, con le sottostanti abitazioni per i tecnici.
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Sentiero Pietre Strette – San Fruttuoso.
Km 3 – durata minuti: 45
Il sentiero, per breve tratto ciottolato, corre in discesa con stretti tornanti su nudo terreno, fra Pinus pinea nella prima parte. Sempre in forte pendio, si scende fra olivi (alcuni, fra questi, notevoli per il grosso vecchio fusto tutto contorto). Poi, qualche « fascia semicoltivata, qualche vecchio rudere ed è in vista la torre che sovrasta San Fruttuoso.
In questo itinerario è particolarmente abbondante una graminacea: l’Ampelodesmos tenax Link, in volgare: erba lisca), le cui foglie resistenti vengono usate per fabbricare corde e gomene. Ed eccoci scesi alla cala di San Fruttuoso, la celebre località di fama Internazionale.
Quivi è il Monastero di Capodimonte, costruzione del ’200, che si rispecchia nell’acqua azzurra. Si raccomanda la visita al Sepolcreto, che racchiude le tombe dei Doria, morti fra il 13 ed il 14 secolo. Per il ritorno alle Pietre Strette si consiglia l’itinerario N. 17 che, costeggiando la scogliera per breve tratto a levante, risale la costa dei Ghidelli fra pini e tutta la caratteristica flora della macchia mediterranea, nella quale predomina l’Arbutus (corbezzolo).
Begli esemplari di Euphorbia lungo il percorso.
Portofino, un mondo a parte.
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Mulattiera Camogli – San Rocco – Punta Chiappa.
Km 4 – durata ore: 1,15
Tratto Camogli – San Rocco: si tratta dl strada mulattiera assai frequentemente gradinata, a fondo asfaltato e cementato. La strada è costretta ai lati da alti muri, delimitanti villette e giardini.
Questo primo tratto pertanto è da considerarsi in funzione di penetrazione nel cuore del comprensorio. La parte terminale dl questo primo tratto porta Il turista sul piazzale della chiesa di San Rocco, punto terminale della carrozzabile Ruta – San Rocco (2,5 km).
Sul piazzale antistante la chiesa, splendido panorama (da Camogli sin oltre Capo Mele). San Rocco è punto importante di partenza di strade pedonali interessanti il turista. Infatti, hanno inizio gli itinerari N. 5, N. 4 e, proseguendo, l’itinerario N. 3 su strada accuratamente cementata (passaggio motorette).
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