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Archivio della Categoria Monte di Portofino

Introduzione al Monte di Portofino


sabato, 15 agosto 2009

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Le strade, che il turista può scegliere per visitare il Monte di Portofino, si possono classificare come segue:

a) Le strade carreggiabili.

Esse son tre: la Ruta-San Rocco; la Ruta-Portofino Vetta (pagamento pedaggio) e la Santa Margherita-Nozarego. Una invece dl dette strade deve considerarsi a funzione turistica », ed è la Santa Margherita-Portofino (mare). Tutte generalmente ben asfaltate.

b) Le strade pedonali.

Quelle « riattate » di recente sono state ricoperte con un manto di asfalto o di cemento. Hanno il vantaggio indiscutibile dl essere assai comodamente percorribili ma – quando non vi siano gradinate – esiste l’inconveniente che il turista è disturbato dal passaggio dl motorette o dl macchine di piccola cilindrata. Le strade pedonali antiche sono invece generalmente ciottolate. Originariamente costruite con cura, il ciottolame è ripartito secondo l’asse centrale, per cui si distingue ancora nettamente la linea di ripartizione, che corre precisa nel mezzo.

c) Le strade mulattiere.

Quando, a causa del pendio più accentuato il fondo ciottolato non teneva agli zoccoli del muli, nella mezzeria il fondo venne mattonato (mattoni pieni disposti a coltello). Le strade mulattiere hanno pertanto quel caratteristico colore rosso scuro dei vecchio mattone pieno di una volta.

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Strada pedonale da Ruta a Portofino Mare.
Km 7,500 – durata ore: 2,15

La strada pedonale ha inizio dalla chiesa parrocchiale dl Ruta. Volgendo a destra (sud), su fondo cementato e gradinato, si scavalca (non visibile) la galleria sottostante della Via Aurelia e si sale fra modeste villette (ottime vedute su entrambi i versanti).

Il pendio si fa subito meno accentuato e compare il caratteristico fondo ciottolato, fra rade conifere e qualche prato. Si scorgono alcune felci: si tratta del Polypodlum vulgate. Poco più sopra, notevole un boschetto di vecchi lecci (Quercus ilex), poco prima del piccolo albergo e del museo di affreschi ricostruiti sui ruderi del vecchio Grand Hotel Portofino KuIm.

Il panorama, che si gode dal belvedere antistante all’albergo e museo è veramente notevole. Superato il museo, sulla sinistra, sui ruderi dell’antico ristorante esiste oggi un fabbricato destinato a mostre e congressi, indi l’imponente antenna del ripetitore della TV, con le sottostanti abitazioni per i tecnici.

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Sentiero Pietre Strette – San Fruttuoso.
Km 3 – durata minuti: 45

Il sentiero, per breve tratto ciottolato, corre in discesa con stretti tornanti su nudo terreno, fra Pinus pinea nella prima parte. Sempre in forte pendio, si scende fra olivi (alcuni, fra questi, notevoli per il grosso vecchio fusto tutto contorto). Poi, qualche « fascia semicoltivata, qualche vecchio rudere ed è in vista la torre che sovrasta San Fruttuoso.

In questo itinerario è particolarmente abbondante una graminacea: l’Ampelodesmos tenax Link, in volgare: erba lisca), le cui foglie resistenti vengono usate per fabbricare corde e gomene. Ed eccoci scesi alla cala di San Fruttuoso, la celebre località di fama Internazionale.

Quivi è il Monastero di Capodimonte, costruzione del ‘200, che si rispecchia nell’acqua azzurra. Si raccomanda la visita al Sepolcreto, che racchiude le tombe dei Doria, morti fra il 13 ed il 14 secolo. Per il ritorno alle Pietre Strette si consiglia l’itinerario N. 17 che, costeggiando la scogliera per breve tratto a levante, risale la costa dei Ghidelli fra pini e tutta la caratteristica flora della macchia mediterranea, nella quale predomina l’Arbutus (corbezzolo).

Begli esemplari di Euphorbia lungo il percorso.

Portofino, un mondo a parte.

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Mulattiera Camogli – San Rocco – Punta Chiappa.
Km 4 – durata ore: 1,15

Tratto Camogli – San Rocco: si tratta dl strada mulattiera assai frequentemente gradinata, a fondo asfaltato e cementato. La strada è costretta ai lati da alti muri, delimitanti villette e giardini.

Questo primo tratto pertanto è da considerarsi in funzione di penetrazione nel cuore del comprensorio. La parte terminale dl questo primo tratto porta Il turista sul piazzale della chiesa di San Rocco, punto terminale della carrozzabile Ruta – San Rocco (2,5 km).

Sul piazzale antistante la chiesa, splendido panorama (da Camogli sin oltre Capo Mele). San Rocco è punto importante di partenza di strade pedonali interessanti il turista. Infatti, hanno inizio gli itinerari N. 5, N. 4 e, proseguendo, l’itinerario N. 3 su strada accuratamente cementata (passaggio motorette).

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Descritto nel due tratti:
a) da San Rocco alla località I Fornelli
Km 2 – Durata: minuti 40 e nel senso opposto

b) da Portofino Mare a San Fruttuoso
Km 5,800 – Durata: ore 2,15

A causa della pericolosità del tratto Fornelli-pendici M.Campana-Cala dell’Oro-Costa del Termine-San Fruttuoso) detto itinerario viene sconsigliato a chi non sia pratico dl montagna.

a) Da San Rocco.
Si inizia sulla strada pedonale N. 3 e dopo breve tratto si piega a sinistra, su sentiero cementato, sino a Mòrtola. Indi, su terreno a fondo sassoso, scarsamente boscoso, si prosegue sino al bivio con il sentiero N. 8 (vedere descrizione) e – fra notevoli vedute panoramiche (torre belvedere a destra) – si giunge a località Fornelli, sovrastante Punta Chiappa.

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Sentiero San Rocco – Portofino Vetta.
Km 1,500, durata: minuti 30

Questo percorso si deve considerare (nei mesi invernali, da percorrersi nelle ore più calde pomeridiane) di penetrazione.

Ha inizio dietro l’abside della chiesa di San Rocco e sale – alternando gradinate in cemento con tratti ciottolati – fra modeste villette e terreni semi-coltivati. Indi, su terreno battuto, attraverso vegetazione di piante d’alto fusto (castani e pini) si raggiunge una sorgente con annesso serbatoio per l’acquedotto che alimenta le frazioni sottostanti.

Ancora un breve tratto fra lecci e robinie (salita su sentiero assai stretto) ed infine l’itinerario si innesta – presso il ripetitore della TV – nella strada pedonale N. 1.

Portofino, un mondo a parte.

Sentiero Portofino Vetta – Semaforo Vecchio.
Km 1,500 – Durata: minuti 30.

Si segue l’itinerario N. 1 ed in località Grixella (o Gaixella), dal punto segnato dal cartello indicatore, si sceglie il sentiero di mezzo che sale nel fitto del bosco (esposizione nord-nord-ovest) in stretti tornanti sino a raggiungere la vetta del Monte di Portofino a 610 metri.

Qui si trovano i ruderi del vecchio semaforo ed una costruzione in completo disfacimento presso un ameno praticello. Ottime vedute dei litorali e delle zone dell’entroterra. Il sentiero prosegue verso sud, in discesa, e stretto alquanto, fra tanti arbusti della macchia mediterranea e piante erbacee: il Thymus (il cui aromatico effluvio si diffonde ogni dove) la Scablosa ed il Dianthus, sino ad innestarsi nel sentiero N. 9.

Portofino, un mondo a parte.