Alberghi ed Hotels a Portofino e Riviera Ristoranti a Portofino e Riviera Boutique e Brand Store Famosi Cosa Fare a Portofino e Riviera Celebrità a Portofino Portofino, Mappe ed Indicazioni Il Giornale di Portofino Panorami, Video e Cartoline

Sei in La Storia e le Leggende

Lo statista Henry Herbert a Portofino.


Friday, 12 November 2010

Quando nel lontano 1870 lo statista Henry Herbert, quarto conte di Carnarvon e padre del futuro scopritore della tomba di Tutankhamen, percorreva a dorso di mulo il sentiero che da Santa Margherita, attraversando Nozarego, va a Portofino (la carrozzabile era ancora a venire), non poteva sapere che anche a lui stava per toccare una scoperta importante, almeno per sé e per tutti gli appassionati dell’ambiente.

Portofino, che un giorno immodestamente e con tanto di targa all’ingresso si autodefinirà «perla del mondo», era allora un piccolo borgo di pescatori sovrastato da un antico castello smilitarizzato alla fine delle guerre napoleoniche e ormai in stato di abbandono.

Ritenendo quel paesaggio unico al mondo Carnarvon decise di costruire sul crinale del monte una grande villa, l’Altachiara, che da una parte si affacciava su Portofino e dall’altra, a perdita d’occhio, sul Mar Ligure.

Sollecitato dal suo esempio, Yeats Brown, allora console britannico a Genova, acquistò dal demanio i ruderi del castello di Portofino, mentre il fratello si assicurava quelli del contiguo castello di Paraggi.

Entrambi furono restaurati e trasformati in magnifiche residenze private.

Continua a leggere

Max-Beerbohm-31-Tite-Street

In questo contesto internazionale, si stabilivano a Rapallo diversi intellettuali e scrittori anglosassoni.

Il primo fu lo scrittore e caricaturista inglese Max Beerbohm, nella foto una copertina di una sua opera, che si era ritirato a vivere a Rapallo, nel Villino Chiaro, a partire dai 1910, e a parte le due pause belliche non abbandonò mai la sua patria d’adozione.

Beerbohm morì nel 1956 e i funerali furono celebrati nella chiesa anglicana di Rapallo; in seguito le sue ceneri furono tumulate nella cattedrale di San Paolo, a Londra.

Un altro celebre scrittore e poeta anglosassone che legò il suo nome a Rapallo fu William Butler Yeats, vate della causa autonomista irlandese, al quale si deve, tra l’altro, la riscoperta delle tradizioni e della letterature gaelica. A Rapallo Yeats visse tra gli anni ’20 e ’30 in un appartamento di via delle Americhe; chi ebbe la fortuna di essere suo ospite poté ammirare alle pareti dei suo appartamento la collezione di incisioni originali di William Blake, la cui vena esoterica tanto affascino ed influenzo il poeta.

Rapallo e il paesaggio del Tigullio compaiono frequentemente nei versi del poeta irlandese.

Yeats apparteneva alla Chiesa d’IrIanda, e fu al contempo un tenace sostenitore sia dell’autonomia irlandese dalla Gran Bretagna sia della necessità di creare un paese in cui la maggioranza cattolica non opprimesse l’antica e vitale comunità protestante.

A Rapallo Yeats ebbe occasione di incontrarsi e confrontarsi con il più giovane, e stimato amico, Ezra Pound.

Un altro intellettuale anglosassone che soggiornò a Rapallo in quegli anni fu lo scenografo e scrittore Cordon Craig, uno dei pochi amici ad essere ammessi al Villino Chiaro, dimora di Max Beerbohm. Tra il 1929, anno dei concordato tra Chiesa cattolica e Stato italiano, e ii 1935, anno di santificazione di Thomas Moore, i pellegrinaggi della comunità cattolica britannica verso Roma si moltiplicarono.

Continua a leggere

La colonia britannica a Rapallo.


Tuesday, 22 December 2009

portofino-panoramica-alto

Nel 1874 fu completata la linea ferroviaria Genova-La Spezia, che aprì la Liguria di Levante ai nuovi flussi commerciali e passeggeri di fine Ottocento. Con l’arrivo della ferrovia, anche questo tratto della costa ligure non fu più prerogativa di elitari soggiorni di danarosi aristocratici ed artisti romantici, offrendosi alla borghesia dei Nord Europa, e in particolare quella dell’Inghilterra vinoriana e della Germania guglielmina.

Ciò che caratterizzava il tratto di Portofino e della sua costa ligure rispetto alla Riviera di Ponente e alla Costa Azzurra era un paesaggio più boscoso, una vegetazione meno esotica con una predominanza di lecci, ulivi e castagni.

Il villeggiante britannico era poi attirato da una quantità di interessanti monumenti medievali nascosti tra le ultime pendici collinari e il mare; le guide segnalano come imperdibili il forte di Rapallo, il monastero della Cervara in cui era stato prigioniero Francesco I dopo la battaglia di Pavia, oltreché il castello di Portofino e l’abbazia dei Doria a San Fruttuoso.

A Rapallo il primo luogo di aggregazione della colonia britannica fu un grande albergo, il Grand Hotel & Europe, ospitato nell’antico Palazzo Serra. Questo albergo, già negli anni ’70 dei XIX secolo, era dotato di tutti i comfort necessari per gli standard borghesi della facoltosa borghesia d’oltremanica.

Nel 1875 vi si stabilì il primo cappellano inglese di Rapallo, e fu in una sala del piano terreno che la Congregazione anglicana, su sollecitazione della Society for Propagation of Gospel in Foreign Parts, allestì la prima church-room.

Continua a leggere

nave-classe-de-la-penne

Subito dopo l’ingresso dei piccolo cimitero di Portofino, posto in uno dei luoghi più belli dei mondo, si vede a sinistra un busto dell’eroe di Alessandria d’Egitto, l’ammiraglio Durand De la Penne, Medaglia d’oro al Valor Militare.

E’ stato donato dai portofinesi in onore e memoria e scolpito da Lorenzo Cascio – artista presente con il suo studio in Piazzetta  sulla destra, prima di salire verso la Chiesa di San Giorgio.

Visto di profilo, il busto ci dà l’esatta impressione del temperamento volitivo dell’uomo con quello sguardo deciso che ci fa ricordare la fredda risoluzione con la quale egli seppe realizzare l’affondamento, ad Alessandria d’Egitto, della corazzata inglese “Vaillant”.

I suoi stessi avversari ne riconobbero appieno l’eroismo.

Simbolicamente posto in un luogo dal quale si domina il mare quel busto sta a significare l’affetto di un’intera popolazione per un uomo che ha rischiato la vita nel mare che è sempre stato l’elemento essenziale della vita portofinese.

Luigi Durand De la Penne
1914 – 1992

Portofino, un mondo a parte.

lady-morgan

Appena si concluse la bufera napoleonica, la Liguria ricominciò ad essere percorsa da carrozze di viaggiatori britannici diretti verso le più tradizionali mete dei Grand Tour: le grandi città del Rinascimento italiano e le rovine della civiltà classica. 

Almeno fino alla metà del secolo XIX la maggioranza degli inglesi che si determinavano a visitare l’Italia, difficilmente sceglievano la Riviera italiana come meta principale del proprio viaggio. 

Esistono tuttavia  illustri eccezioni di viaggiatori che, durante i primi anni della Restaurazione, si diressero verso Genova, Portofino e la Liguria, decidendo di sfidare le strade ancora poco confortevoli. 

«Insieme ad altri viaggiatori dovemmo affrontare salite ripidissime, percorsi accidentati, frequenti interruzioni …. Tutti i rischi e i timori sofferti vengono tuttavia ricompensati dalla magnifica vista che si può godere da quell’altezza: la prima visione di Genova e del Mediterraneo da quel punto non lascia spazio al rammarico». 

Così, nel 1821, Lady Sidney Morgan, nella foto,  descrive l’impegnativo attraversamento dell’Appennino ligure. 

Continua a leggere

rapallo-campo-golf

A pochi chilometri da Portofino, nella celebre Italian Riviera, intorno al 1932, dopo tre anni di progetti e lavori, si inaugurava a Rapallo il Golf e Tennis Club. Il progetto venne curato dall’ingegner Maffei di Torino, il quale realizzò un percorso che si snoda lungo i prati che lambiscono le sponde del torrente Boate. 

La struttura vantava un’elegante Club House, un campo da golf con 9 buche e quattro campi da tennis. La realizzazione, promossa dal podestà di Rapallo, Silvio Solari, aveva il fine di attrarre e consolidare la presenza straniera a Rapallo, in particolare la numerosa colonia anglo-americana – tanto affezionata a Portofino – poiché «è pur certo, secondo quanto affermato dalle più reputate agenzie di viaggi turistici e gli stessi albergatori, che un buon inglese e un buon americano non possono rimanere a lungo in una località ove non sia possibile giocare a golf». 

Infatti la colonia anglosassone di Portofino, Rapallo e Santa Margherita Ligure rispose con entusiasmo all’inaugurazione della nuova struttura, divenendo fin da principio assidua frequentatrice del circolo, insieme all’aristocrazia e alla buona borghesia di Genova e Rapallo che si erano impegnate per la realizzazione di questa struttura sportiva e mondana.

Continua a leggere

genova-via-garibaldi

A differenza delle altre colonie britanniche in Liguria, la storia della comunità genovese ebbe un’origine del tutto indipendente dallo sviluppo del soggiorno invernale d’élite di metà Ottocento, rimanendo principalmente correlata all’insediamento di attività industriali, commerciali e finanziarie britanniche in città. 

L’esperienza genovese non fu dissimile da quella di altre colonie britanniche in Italia, quali Livorno, Napoli, Palermo e Marsala: comunità composte principalmente da commercianti, industriali ed agenti marittimi che iniziarono a stabilirsi in Italia immediatamente dopo la fine delle guerre napoleoniche. 

Durante tutto il medioevo, e per parte dell’età moderna, il Mediterraneo era stato un’area di dominio commerciale per Genovesi e Veneziani; tra il 1600 e il 1700, tuttavia, il progressivo declino militare delle due repubbliche aristocratiche, accompagnato da un più lento declino economico, aveva reso possibile l’insediamento di “nuovi” mercanti e “nuove” potenze commerciali. 

Nel 1714, la pace di Utrecht sancì ufficialmente l’ingresso della Gran Bretagna nel Mediterraneo. 

Continua a leggere

vonmumm

Pesanti e lenti erano i passi della grossa donna, stranamente paludata, che la mattina dei 24 aprile 1945, accompagnata da un’altra magrolina, saliva faticosamente il sentiero che dal Castello S. Giorgio porta alla fortezza di Portofino, sede della Komandantur tedesca. 

Il momento era drammatico. 

Tutti sapevano che Portofino era stata minata e che, in caso di ritirata, il porto doveva essere fatto saltare. Ora l’ordine di ritirata era arrivato. La vecchia signora era la baronessa von Mumm, nella foto al centro il marito, vedova dell ‘ambasciatore tedesco in Oriente che creò una leggenda con il famoso champagne, che non usciva mai dal Castello.

Si era mossa però quel giorno d’aprile per tentare in extremis di far desistere il comandante dall’esecuzione dell’ordine di distruzione. 

Alfons e Jeannie von Mumm erano arrivati a Portofino nel 1910. 

Continua a leggere