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I fondali compresi tra Punta Cannette e Punta Chiappa sono contrassegnati da numerosi blocchi di roccia, scogli e massi franati dalla parete del promontorio. Fino a 10 metri di profondità la vegetazione molto fitta copre quasi completamente la scogliera sommersa.
Essa è composta prevalentemente da codium bursa, una curiosa alga verde a forma di palla. Il colore vivo della codium è interrotto dagli imbuti giallastro-bruni della padina pavonia e dai ciuffi di cytoseira.
In questa foresta in miniatura vivono ricci neri e bruni, anemoni verdi con le punte viola e innumerevoli balani e molluschi. Nelle acque abitualmente limpide è possibile ammirare salpe, boghe, donzelle, castagnole, triglie da scoglio e una notevole varietà di blennidi.
Oltre i 10 metri di profondità si estende la prateria della posidonia oceanica, una fanerogama marina annuale sulle cui foglie nastriformi si insedia un popolamento caratteristico e vario, ricco di alghe, di briozoi, di serpulidi e di idroidi.
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L’insediamento, di ridottissime dimensioni, comprende una bella chiesetta romanica eretta nei primi anni dei XII secolo dai monaci della congregazione di San Auto ed un grande caseggiato ad uso civile, frutto della trasformazione ottocentesca dell’attiguo convento.
Oggi è ancora abitato da poche famiglie di pescatori, un tempo assai più numerose, essendo molto attiva la pesca alla Foce di Punta Chiappa. A Porto Pidocchio i pescatori tenevano le barche e le reti che venivano calate lungo la costa del promontorio.
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Registrato in: Area Marina Protetta, Monte di Portofino

San Rocco è il piccolo centro abitato che sorge attorno alla chiesa, alla sommità della parete rocciosa caratterizzata dagli strati di calcare disposti verticalmente in grandi pieghe. E’ raggiungibile facilmente via terra attraverso una strada panoramica carrozzabile che si diparte dalla statale Aurelia nei pressi di Ruta.
Vi si può arrivare anche a piedi, da Camogli, percorrendo una pedonale che ha inizio in prossimità del grande parcheggio nei pressi del Palazzo Comunale e di via Niccolò Cuneo o da Punta Chiappa, salendo lungo una mulattiera che taglia trasversalmente il versante occidentale del promontorio, toccando anche il piccolo insediamento di San Nicolò.
Il centro abitato, intitolato al Santo noto per essersi preso cura a lungo degli appestati, ha origini antiche.
Si sa della presenza, fin dal XV secolo, di una cappella intitolata al pio pellegrino, originario di Monpellier, attorno alla quale sorse l’insediamento, a mano a mano che cresceva la devozione dei Camogliesi al Santo, considerato protettore ineguagliabile contro epidemie e carestie.
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A monte di Punta Cannette, sulla collina contrassegnata da alti pini, è venuto alla luce, nel corso degli scavi compiuti nel 1976, un piccolo villaggio preistorico. Ad indirizzare gli studiosi verso questo sito è stato il toponimo Castellaro che in molti casi in Liguria ha indicato, in località montane, la presenza di un insediamento protostorico.
Nel corso degli scavi sono stati individuati perimetri di capanne, con oltre un migliaio di reperti, frammenti ceramici di grandi e piccoli contenitori d’uso familiare, di diverse forme, da quelli di impiego quotidiano come tazze e scodelle a quelli di grosse dimensioni per conservare granaglie, e ancora, pesi di telai e fusaiole oltre a numerosi frammenti ossei di animali, tutti risalenti alla fine dell’età dei bronzo (XIII secolo a. C.).
Un antichissimo villaggio assai simile ad altri insediamenti coevi, come quelli del Castellaro di Zignago e di Vezzola, in provincia della Spezia. Un elemento singolare: tra i numerosissimi reperti di uccelli, capre, cervi e maiali, sono risultati quasi del tutto assenti i molluschi e i pesci, testimonianza evidente di una distanza considerevole, in età protostorica, dei Casteliaro camogiiese rispetto al mare.
Portofino, un mondo a parte.
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da San Rocco a Punta Chiappa.
Chi desidera osservare da terra il versante occidentale del parco marino può percorrere a piedi l’agevole mulattiera che dall’abitato di San Rocco (raggiungibile in auto, con autobus di linea o a piedi da Camogli) scende fino a Punta Chiappa.
Dal piazzale della chiesa, che già offre uno splendido panorama della vallata di Ruta e del Golfo Paradiso prende avvio una stradina che si affaccia sulla costa dirupata, da dove è visibile l’impianto della tonnara; quindi, attraverso una scalinata, si imbocca la stradina che tra orti, giardini e vegetazione spontanea conduce al villaggio di pescatori di San Nicolò, nei pressi del rivo omonimo, dove, appena superato un ponticello, si può ammirare la piccola chiesa romanica, con il piazzale in ciottolato.
Sempre scendendo – tra l’altro al ritorno potreste fermarmi per un aperitivo al Baretto con acciughe, capponada e buon vino con vista unica (sconsigliato a ferragosto) – si giunge alla casa del Mulino dove sgorga acqua di sorgente, freschissima anche in piena estate, quindi attraverso una passerella che costeggia il mare si arriva a un gruppo di casette di pescatori.
Da qui tra i grandi massi di conglomerato di Portofino si prosegue per l’imbarcadro, dove approdano i battelli di linea e dove si apre il piccolo Porto Pidocchio, minuscola insenatura naturale arcuata come un amo da pesca, un tempo più di oggi rifugio e luogo di deposito di barche ed attrezzi da pesca. Percorrendo la scalinata che lo affianca si raggiunge la radice dello sperone roccioso che segna il confine tra il versante occidentale e quello meridionale del promontorio.
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Registrato in: Area Marina Protetta, Monte di Portofino

E zona C dell’Area Naturale Marina Protetta (riserva parziale), nella quale sono vietati l’ancoraggio libero, l’ormeggio non regolamentato e la pesca subacquea; sono invece consentiti l’ancoraggio nelle aree predeterminate e accesso con alle piccole imbarcazioni a remi e a vela e con motore non superiore ai 24 metri esclusivamente per raggiungere gli ormeggi ad una velocità massima di cinque nodi.
Inoltre sono praticabili le attività subacquee compatibili con la tutela delle specie viventi e la conservazione dei fondali (fotografia, riprese, turismo subacqueo etc.) e la pesca sportiva da riva e da natante fermo con lenza e canna, esercitata dai residenti nei Comuni interessati ed in quelli immediatamente limitrofi.
Sono esclusi dalla riserva parziale il corridoio di accesso e la rada di porto Pidocchio, in prossimità dell’abitato di Punta Chiappa.
Caratteristiche della costa di Portofino.
E evidente in questo primo tratto la duplice presenza dei calcari marnosi del Monte Antola, che si estendono fin oltre l’abitato di San Nicolò e la puddinga, che occupa invece l’area di Punta Chiappa.
Sono ben visibili i frequenti accumuli detritici dovuti alle numerose frane che continuano ad interessare questo tratto roccioso, provocate dalle abbondanti falde idriche sotterranee,
dalle acque meteoriche che scorrono in superficie e, alla base, dall’erosione marina.
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Il tratto di mare che circonda il Promontorio di Portofino è sede di una fauna assai interessante, che offre variazioni qualitative e quantitative in rapporto con i diversi ambienti nei quali è distribuita.
A differenza di quella terrestre, essa è stata oggetto di molteplici ricerche, soprattutto in epoca recente, per cui possediamo una documentazione sufficiente a delinearne la composizione ed i caratteri.
A una serie di studi compiuti dal celebre zoologo genovese Raffaele Issel e dal suoi collaboratori, una cinquantina d’anni addietro, fecero seguito quelli promossi – dopo il 1955 – dal Museo di Storia Naturale di Genova.
Ove si vogliano citare anche gli animali viventi in mare aperto, si può aprire la serie con i Cetacei, rappresentati non solo da due specie di Delfini (Delphinus deiphis e Tursiops truncatus), ma anche dalla ben più rara Pseudorca crassidens comparsa a Camogli.
Da quest’ultima località gli zoologi ebbero non pochi animali rari e di alto interesse, in parte incappati nella piccola tonnara situata presso Punta Chiappa.
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Registrato in: Area Marina Protetta, Monte di Portofino

A levante di Genova si apre, in una cornice di palme, ulivi, pini e lecci, il Golfo Paradiso, nella foto, sul quale si affacciano cittadine di antica tradizione marinara, oggi accoglienti centri turistici: Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Recco e Camogli.
Tante perle d’un golfo che trae il suo nome dal Paradiso, un punto panoramico sul crinale occidentale del promontorio di Portofino, dal quale si ammira, nelle giornate limpide, gran parte deII’arco ligure.
Al confine con Genova-Nervi si scorge Bogliasco, nella foto sotto, cittadina che custodisce tracce della sua lunga storia, con il suo ponte tardo medievale sorto sulle rovine d’un ponte romano nei pressi della foce del torrente Poggio, con il castello cinquecentesco, costruito per difendere II borgo dalle incursioni piratesche, con le significative testimonianze di arte e di fede delle sue chiese.

L’abitato più antico, prospiciente una piccola insenatura, e raccolto in prossimità di una breve spiaggia, che interrompe l’andamento roccioso della costa, lungo la quale si sviluppa la passeggiata a mare della nuova Bogliasco.
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