
Il sistema dei terrazzamenti è stato costruito di sole pietre e terra. Nulla è stato importato. È la disposizione degli elementi costitutivi del suolo che è mutata. Le pietre, in genere di arenaria, scavate sul posto e spezzate solo se troppo grandi, sono state collocate in modo ordinato nei muretti. Lo scarso manto di terra che ricopriva le colline è stato accumulato nelle terrazze, bene prezioso per rendere possibile l’impianto della vite e dell’olivo.
Solo sassi e terra: nel corso dei secoli le vicende della storia e gli accadimenti naturali hanno mutato la disposizione di questi elementi essenziali, ma non li hanno mai sostituiti. Il lavoro di costruzione del sistema dei muretti a secco non va interpretato come un processo lineare di espansione del terreno reso coltivabile.
Nel corso dei tempo esso ha assunto invece un andamento ciclico, determinato dalla fortuna e dal prezzo del vino sui mercati, dal numero di uomini e donne addette al lavoro dei campi, dalla violenza degli agenti atmosferici. Periodi di abbandono e di nuova naturalizzazione delle aree già coltivate si sono alternati a fasi espansive, nelle quali dapprima sono state ripristinate le fasce abbandonate, spesso ricostruendo centinaia e centinaia di metri cubi di muretti.
In molte altre parti d’Italia si è prodotto vino; ben difficilmente tuttavia la viticoltura ha superato le proprie crisi cicliche dovendo ricostruire il terreno su cui reimpiantare i vigneti, come nel caso delle Cinque Terre.
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Le Cinque Terre hanno trovato nel corso dei secoli molti estimatori: uomini di lettere, pittori, naturalisti. Spesso le raffigurazioni che ci hanno lasciato fanno trasparire lo stupore che essi hanno provato di fronte a questo paesaggio, quasi fosse la creazione di una mano invisibile e sconosciuta.
In realtà ogni angolo di questo lembo di costa a picco sul mare racchiude il segreto del suo fascino.
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L’oratorio risale al 1300, costruito vicino all’ospedale, ora scomparso, era la sede della confraternita. Anticamente ornato con pinnacoli e lesene di stile gotico, presenta un pregevole portale in ardesia e al suo interno vengono conservati due Cristi lignei processionali utilizzati per la celebrazione di San Giorgio.
Celati sotto le lunghe e anonime cappe e gli appuntiti cappucci, i confratelli svolgevano con umiltà la loro azione di cura dei malati e soccorso dei bisognosi. Erano marinai, artigiani, contadini, popolani o benestanti uniti dalla stessa disponibilità alle azioni più umili, al rispetto per il prossimo e dal desiderio di espiazione.
Si trova scendendo in Via Roma verso la Piazzetta a metà sulla destra. Ci sono molti negozi, boutique e negozi d’arte nei dintorni. A volte ospita artisti innamorati di Portofino che espongono alcune opere.
Portofino, un mondo a parte.
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Ospita l’attracco di lussuosi yacht che hanno fatto la storia e il fascino di Portofino nel mondo. Nel futuro in fondo al Molo Umberto, sarà possibile disporre dell’ascensore per recarsi al Castello Brown.
In fondo, è possibile trovare pescatori rammendare le loro reti.
Arrivati sulla Piazzetta più famosa del mondo, recarsi nella parte di destra. Il primo molo è destinato allo sbarco dei battelli turistici. Qui potete trovare anche Taxi Boat per gite turistiche a San Fruttuoso e Cristo degli Abissi, Santa Margherita Ligure e Camogli. Vi consigliamo di accertarVi sui costi. Più in fondo potrete ammirare favolose barche a motore e vela dei nostri Ospiti o delle varie regate presenti nella baia di Portofino.
Ci sono anche un paio di Ristoranti con tavoli a pochi metri dal mare in piena visuale della Piazzetta e del passaggio.
Potrete trovare anche la sede dello Yacht Club locale.
Portofino, un mondo a parte.
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Il castello Brown è circondato da un giardino mediterraneo ricco di fiori, roseti e pergolati. Tutto intorno il panorama è incantevole aprendosi sul golfo fino a punta Baffe e dal terrazzo sull’ingresso di Portofino.
E’ un posto davvero indimenticabile, sia per la vista che offre, la circostanza in cui risiede e la tranquillità che Vi avvolge rendendoVi sereni e ben disposti.
Consigliato. Anni addietro venne usato per il celebre party della regata velica Trofeo Zegna.
Acquistata nel 1870 dal console inglese Sir Montague Yeats Brown, fu restaurata dall’arch. D’Andrade. Proprietà Comunale dal 1961, è stato oggetto di recente restauro conservativo ed è aperto alla visita turistica Ospita la sede di rappresentanza dell’Area Marina Protetta di Portofino.
Fu eretto intorno all’anno 1000 in posizione dominante per controllare l’ingresso all’insenatura. Nei secoli successivi fu più volte ristrutturato ed ampliato. Durante dei lavori sono state rinvenute alla sua base tracce di una preesistente torre romana databile molto probabilmente tra il II-III secolo d.C.
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Il Faro di Portofino è situato alle pendici del Monte di Portofino ed è all’ingresso della Baia. E’ raggiungibile via terra attraverso una suggestiva e romantica passeggiata in mezzo al verde con partenza sul lato destro della Piazzetta, sino alla Chiesa di San Giorgio e quindi avanti verso il Faro.
Si consigliano scarpe comode e acqua a disposizione. Evitare tacchi. Passeggiata di circa 30 minuti.
Il Faro con il suo torrione bianco affiancato da un edificio di due piani, è di tipo a fanale a lampi rossi con periodo di 3 secondi e portata di 7 metri. E’ tuttora un preciso riferimento per chi va per mare, essendo l’ avamposto del piccolo porto naturale ottimamente protetto dai venti e dai marosi.
Portofino, un mondo a parte.
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