Editoriali

Portofino, a World apart
30
June 2008

I pastelli nei tessuti di Pucci.

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(Portofino, di Remo Cremona)Ho trascorso qualche ora a Portofino oggi, in questa velata domenica del primo grande caldo estivo. L’arrivo non è stato problematico, niente traffico, niente blocco dopo il Covo di Nord EstOvviamente in moto. Motivo era strettamente personale, nulla a che fare con Portofino.

Nella costa più o meno sino a Paraggi, c’erano diverse barche sotto i cinque metri di lunghezza ancorate per la tintarella di sole.  Al largo invece, una delle barche più belle, la Illusion III, uno splendido 166 piedi, oggi nella baia di Portofino, per proseguire la crociera domani verso Ponza. Top secret gli ospiti a bordo.

Lungo la stradale ci sono degli stabilimenti dopo il Covo che offrono ingresso senza costi con la possibilità di noleggiare sdraio e ombrellone. Ce ne sono diverse sino a Paraggi dove invece è necessario pagare una quota d’ingresso. Se avete occasione e moto – non c’è parcheggio – potete fare il bagno in una piccola spiaggetta a 100 metri dopo Paraggi. E’ molto suggestiva insediata tra la vegetazione. E’ molto piccola. Si trova sotto la strada a circa 15 metri. Potete ammirare qualche panorama di Portofino e la sua baia qui.

Nel mio piccolo tragitto mi è capitato di scorgere in acqua anche un gozzo di legno marino, con i parabordi in corda ecru come i lettini. Senz’altro opera di qualche maestro d’ascia. Mi veniva in mente Brigitte Bardot nel porticciolo di Saint Tropez attorniata dai fotografi a lampi degli anni ’60. In Piazzetta non c’era molta gente e faceva come sempre molto caldo. Consiglio alle signore però sempre un golfino sulle spalle dopo le 19.00. A volte c’è umidità.

Mi sono soffermato a vedere le vetrine di Emilio Pucci in via Roma, sempre piene di colori accesi, soprattutto il giallo, il verde, il bluette, il fucsia che regna nei suoi tessuti pregiati che hanno sempre contraddistinto questa maison sin dai tempi del Doney di Via Veneto a Roma, parliamo degli anni ’50, dove le signore diventavano regine da ammirare per tutta la serata.

Colori sempre amati dal marchese Pucci, fondatore della casa di moda, e oggi di nuovo ripresi dalla figlia. Bellissime le zeppe, ora tornate tanto di moda, molto alte, forse un tacco 14, ma non vistose nella linea, con nastri colori accesi che legano la caviglia. Abiti corti appena sopra al ginocchio, giochi di scollature sul seno con tessuti morbidi che disegnano sempre. Anche short. Corti il giusto. In Emilio, vedo sempre la fusione dei colori, che mi ricorda tanto il Maestro Yves Saint Laurent e un pò di pazzia ed originalità, doti da sempre accomunate invece al nostro Gianni Versace.

Ho preso visione anche della boutique Dior, alla fine di Via Roma sulla destra, dove regna il bianco, quasi ecru, misto ad argento in un arredamento in stile minimalista da sempre occhiello della maison francese. Il mio angolo preferito della Piazzetta rimane però sempre quello creato da Loro Piana,  sulla sinistra, dove un piccolo gazebo con ferro lavorato a mano e cuscini ti regalano la sensazione di essere in un salotto con una visione  che ti rilassa. Verso le 18.30 si incominciava a vedere le prime signore pronte per la cena. Via Roma sapeva di Chanel numero 5. Le più giovani in abiti corti con tacchi altissimi e borse griffate, cinture larghe in vita ed orecchini color argento. Molto spesso in nero total look. Occhiali scuri grandi sul viso come moda detta.

C’era anche il ritorno delle gite in barca. Abiti corti di lino o cotone, con gli spacchetti sui fianchi, sempre bianco, cinture color cuoio a dare  linea per i fianchi. A volte anche pantaloni larghi in fondo. Molti moltissimi short e jeans arrotolati sopra al ginocchio, bassi sui fianchi con cinture anch’esse in cuoio lasciate larghe, solo come dettaglio dell’insieme.

Consiglio comunque sempre almeno un pareo sopra al bikini per il ritorno in albergo.

Prima di rientrare ho salutato gli amici del Ristorante «Da U Batti», pronti per servire la loro misteriosa ricetta di scampi che si tramandano di anno in anno. Come sempre le tavole erano guarnite dei tovaglioni, stile bebè, che si annodano al collo per mangiare più rilassati senza schizzi, rigorosamente con le mani. Non ho fatto in tempo ad assaggiare la mostarda di cipolle con vino mosso seduto ad un metro dal mare come sempre dal Winterose. Lo trovate sul Molo di sinistra proprio in fondo dopo la boutique di Mariella Burani.

Alla prossima.

Portofino, un mondo a parte.