Le Grandi Dimore

Portofino, a World apart
18
September 2009

I Castelli di Portofino e di Paraggi.

Quando si parla del castello Brown il pensiero corre subito a quello di Portofino e pochissimi sanno che anche il Castello di Paraggi apparteneva ai Brown. Timothy Yeats Brown, di famiglia d’origine scozzese, seguendo le orme del romanticismo di Byron e di Shelley, era venuto in Italia, a Portovenere, dove aveva vissuto nella verde isola di Palmaria. Quando fu nominato console del Regno Unito a Genova, egli vi si trasferì con la famiglia e qui crebbero i suoi figli, che, pur essendo cittadini britannici, si consideravano sentimentalmente genovesi ed erano innamorati di Portofino. Il maggiore, Montagu, alla morte del padre, divenne a sua volta console di S. M. Britannica; il secondo, Federico, fu un grande industriale e uomo d’affari della fine ottocento. Il Castello di Portofino, che fu fortezza genovese e che, nei secoli, appartenne a fiorentini, francesi, spagnoli e, dopo Waterloo, fu conquistata dagli inglesi, ha origini antichissime.

Montagu Brown lo acquistò dal Demanio nel 1870 per settemila lire e lo fece adattare a uso di civile abitazione dal noto architetto Alfredo D’Andrade; da quella splendida posizione egli dominava i due mari, vedeva sotto di sé il villaggio di Portofino e tutta la serie di baie e anfratti che si susseguono nella costa verso Santa Margherita Ligure. Sulla terrazza che, nel passato, era stata la spianata della fortezza, piantò due pini manittimi che oggi, divenuti imponenti, caratterizzano il castello. Arredò gli interni con mobilio proveniente da clippers in quello stile signorile e austero che era caratteristico degli inglesi dell’epoca. Sulle pareti dello studio del castello erano appesi quadri del Moenis e una copia autentica di Hogarth. Montagu Brown faceva molti inviti nel suo castello nel quale furono ospiti note personalita dell’aristocrazia mondana e culturale dell’ottocento. Lord Carnavon, il noto egittologo che scoprì la tomba di Tutanchamon (e ne subi con la moglie e altri collaboratori la “maledizione”) e il barone Von Mumm, industriale, produttore fra l’altro dell’omonimo champagne, abitando rispettivamente nella vicina Villa Altachiara, nella foto,  e nel castello “San Giorgio”, erano diventati amici del Brown e si scambiavano visite.

I coniugi Baber, che succedettero ai Brown nella proprietà, furono veri e propri archeologi ed effettuarono studi sul castello di cui vennero a conoscere pietra su pietra. Il colonnello John diede poi alle stampe un volume, oggi introvabile, su quell’argomento e sulla Portofino medioevale, mentre la moglie Joceline, si dedicó alla ricerca della vecchia cappella di cui possedeva l’inventario completo datato 6 maggio 1607. I coniugi Baber lasciarono il castello al Comune di Portofino che lo trasformò in museo utilizzato per manifestazioni culturali. Recentemente, 1993, in esso furono effettuate delle riprese cinematografiche di un film intitolato “L’incantevole aprile”. Federico Brown, il fratello minore di Montagu, quando si sposò nel 1882, acquistò invece il Castello di Paraggi, nella foto, ormai in disuso, che era stato, nel Medioevo dei Fieschi e poi utilizzato dalla Repubblica genovese, sia come difesa contro i corsari che come guardia per evitare sbarchi di appestati. Nonostante fosse una costruzione militare consentiva restauri soddisfacenti per poter diventare una lussuosa abitazione adatta anche a ospiti importanti.

Il progetto originario di trasfomazione da fortino a villa fu fatto dallo stesso Federico. Quando lo sottopose all’amico artista James Harris, divenuto poi baronetto e console britannico a Nizza, gli fu risposto che, così facendo, lo avrebbe deturpato. L’incarico, su consiglio dell’amico di famiglia arch. Alfredo D’Andrade, fu affidato all’ing. Tamburelli. Questi, nella ristrutturazione, abolì, riempiendolo di pietre, lo stretto fossato che vi era dalla parte della roccia retrostante e, di conseguenza, il ponticello. Al posto della batteria di cannoni esistente fece costruire un’esile ma deliziosa loggetta che dai contemporanei fu definita precaria ma che esiste ancor oggi. Alla fine del 1890 il castello di Paraggi era completamente restaurato e costituiva delizia e ammirazione non solo dal mare ma anche da terra perché la strada da Santa Margherita a Portofino, una delle più belle del mondo, era stata terminata e poteva essere percorsa in carrozza dai pochi privilegiati. Molti furono gli ospiti di Federico e della moglie Ida nel bel castello.

Nel 1913 Federico Brown cedette il castello. La famiglia Goretti, che succedette nella proprietà, non cambiò le abitudini della bella casa e i Goretti ebbero ospiti illustri come, a esempio, nel 1939, Maria Jose, che fu regina d’Italia, e i suoi figli. Dopo la guerra ii castello venne Ceduto e rimane ancor oggi proprietà di privati. Nei primi anni del dopoguerra si risolsero i rapporti francoitaliani attraverso colloqui al Grand Hotel Miramare, cui parteciparono De Gasperi e Sforza, che risiedevano al Grand Hotel Excelsior di Rapallo. La delegazione francese, costituita da Schuman e Pleven, prese stanza nel castello di Paraggi. Dagli anni del miracolo economico il castello vide la baia di Paraggi affollarsi di barche, non soltanto di yachts prestigiosi ma anche da più modesti natanti a testimonianza di un benessere più generalizzato.

Portofino, un Mondo a parte.