Parco di Portofino

Portofino, a World apart
    10
    July 2016

    Inquadramento Fisiografico Del Territorio

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    Il territorio interessato dalla carta della vegetazione si estende per circa 1845 ettari e comprende l’intera area di pertinenza del Parco del Monte di Portofino (1143 ettari circa) e la cosiddetta ‘area corridoio” (702 ettari circa), che si sviluppa a ridosso e lungo la linea di confine interno di quella del Parco stesso. Da una parte, il suo limite coincide con la linea di costa che va da Camogli a Santa Margherita Ligure e, dall’altra, con una linea che, partendo sempre da Camogli e lasciando fuori i maggiori agglomerati abitativi, si sviluppa verso l’interno, fino alla linea di costa che tocca Santa Margherita Ligure. I substrati geolitologici sono in gran parte costituiti da “Conglomerato di Portofino” e “Calcari del Monte Antola”; a essi si associano a volte coltri detritiche di varia natura. Conseguentemente l’andamento geomorfologico è alquanto vario, con prevalenza di forme anche aspre e frequente presenza di dirupi e spuntoni rocciosi, con diverso grado di alterabilità e erodibilità.

    12
    May 2013

    Le Formazioni Rupestri nel monte.

    Questo tipo di vegetazione è costituito da quelle forme che vivono in un ambiente speciale, e cioè alla base e nelle spaccature delle rocce, sulla superficie e alla base dei massi. Anche qui le condizioni ambientali sono molto avverse in quanto il substrato utilizzabile è assai scarso e la ritenzione di acqua è minima. Rocce e zone dirupate sono piuttosto frequenti in diverse località del Promontorio e sono costituite da massi isolati o da affioramenti più o meno estesi di conglomerato. Nelle fessure più piccole e inospitali vivono specie resistenti come Sedum nicaeense All., Sedum album L, edum dasyphyllum L., Moehringia muscosa L.. e piccole felci come Asplenium trichomanes L. e Ceterach officina- rum Lam. Se le fessure sono più ampie, il numero delle specie che si possono rinvenire è maggiore e ciò in buona parte è dovuto alla maggiore quantità di humus.

    23
    April 2011

    I fondali tra Punta Cannette e Punta Chiappa.

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    I fondali compresi tra Punta Cannette e Punta Chiappa sono contrassegnati da numerosi blocchi di roccia, scogli e massi franati dalla parete del promontorio. Fino a 10 metri di profondità la vegetazione molto fitta copre quasi completamente la scogliera sommersa. Essa è composta prevalentemente da codium bursa, una curiosa alga verde a forma di palla. Il colore vivo della codium è interrotto dagli imbuti giallastro-bruni della padina pavonia e dai ciuffi di cytoseira. In questa foresta in miniatura vivono ricci neri e bruni, anemoni verdi con le punte viola e innumerevoli balani e molluschi. Nelle acque abitualmente limpide è possibile ammirare salpe, boghe, donzelle, castagnole, triglie da scoglio e una notevole varietà di blennidi. Oltre i 10 metri di profondità si estende la prateria della posidonia oceanica, una fanerogama marina annuale sulle cui foglie nastriformi si insedia un popolamento caratteristico e vario, ricco di alghe, di briozoi, di serpulidi e di idroidi.

    16
    April 2011

    Dopo Ruta, San Nicolò.

    L’insediamento, di ridottissime dimensioni, comprende una bella chiesetta romanica eretta nei primi anni dei XII secolo dai monaci della congregazione di San Auto ed un grande caseggiato ad uso civile, frutto della trasformazione ottocentesca dell’attiguo convento.

    Oggi è ancora abitato da poche famiglie di pescatori, un tempo assai più numerose, essendo molto attiva la pesca alla Foce di Punta Chiappa. A Porto Pidocchio i pescatori tenevano le barche e le reti che venivano calate lungo la costa del promontorio.

    Al mattino di buon’ora essi erano raggiunti dalle loro donne, che scendevano dalle case di San Nicolò per salare le acciughe o per aiutare i mariti a sistemare gli attrezzi da pesca. Alla sommità del promontorio, a partire da nord si notano le antenne a traliccio del ripetitore Rai di Portofino, nei pressi delle quali sorge l’hotel Portofino KuIm costruito nei primi anni del 1900 e recentemente restaurato.

    Più oltre, sempre sul crinale, sorgono la roccia dei falchi e il belvedere Paradiso, che ha suggerito il nome del golfo che si apre con un ampio arco sotto di esso.

    Portofino, un mondo a parte.

    02
    April 2011

    San Rocco a Ruta.

    Portofino Matilda smileys in Portofino

    San Rocco è il piccolo centro abitato che sorge attorno alla chiesa, alla sommità della parete rocciosa caratterizzata dagli strati di calcare disposti verticalmente in grandi pieghe. E’ raggiungibile facilmente via terra attraverso una strada panoramica carrozzabile che si diparte dalla statale Aurelia nei pressi di Ruta.

    Vi si può arrivare anche a piedi, da Camogli, percorrendo una pedonale che ha inizio in prossimità del grande parcheggio nei pressi del Palazzo Comunale e di via Niccolò Cuneo o da Punta Chiappa, salendo lungo una mulattiera che taglia trasversalmente il versante occidentale del promontorio, toccando anche il piccolo insediamento di San Nicolò.

    Il centro abitato, intitolato al Santo noto per essersi preso cura a lungo degli appestati, ha origini antiche.

    Si sa della presenza, fin dal XV secolo, di una cappella intitolata al pio pellegrino, originario di Monpellier, attorno alla quale sorse l’insediamento, a mano a mano che cresceva la devozione dei Camogliesi al Santo, considerato protettore ineguagliabile contro epidemie e carestie.

    Ogni anno, nella ricorrenza del Patrono, il 16 agosto viene assegnato il premio internazionale di fedeltà ai cani distintisi per il coraggio e per la dedizione verso i loro padroni. Un riconoscimento speciale va anche alle persone che si sono prodigate nei soccorso e nella cura degli animali.

    29
    March 2011

    Quattro passi nella storia: Il Castellaro.

    A monte di Punta Cannette, sulla collina contrassegnata da alti pini, è venuto alla luce, nel corso degli scavi compiuti nel 1976, un piccolo villaggio preistorico. Ad indirizzare gli studiosi verso questo sito è stato il toponimo Castellaro che in molti casi in Liguria ha indicato, in località montane, la presenza di un insediamento protostorico.

    Nel corso degli scavi sono stati individuati perimetri di capanne, con oltre un migliaio di reperti, frammenti ceramici di grandi e piccoli contenitori d’uso familiare, di diverse forme, da quelli di impiego quotidiano come tazze e scodelle a quelli di grosse dimensioni per conservare granaglie, e ancora, pesi di telai e fusaiole oltre a numerosi frammenti ossei di animali, tutti risalenti alla fine dell’età dei bronzo (XIII secolo a. C.).

    Un antichissimo villaggio assai simile ad altri insediamenti coevi, come quelli del Castellaro di Zignago e di Vezzola, in provincia della Spezia. Un elemento singolare: tra i numerosissimi reperti di uccelli, capre, cervi e maiali, sono risultati quasi del tutto assenti i molluschi e i pesci, testimonianza evidente di una distanza considerevole, in età protostorica, dei Casteliaro camogiiese rispetto al mare.

    Portofino, un Mondo a parte.

    04
    January 2011

    I sentieri che portano al mare.

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    da San Rocco a Punta Chiappa.

    Chi desidera osservare da terra il versante occidentale del parco marino può percorrere a piedi l’agevole mulattiera che dall’abitato di San Rocco (raggiungibile in auto, con autobus di linea o a piedi da Camogli) scende fino a Punta Chiappa.

    Dal piazzale della chiesa, che già offre uno splendido panorama della vallata di Ruta e del Golfo Paradiso prende avvio una stradina che si affaccia sulla costa dirupata, da dove è visibile l’impianto della tonnara; quindi, attraverso una scalinata, si imbocca la stradina che tra orti, giardini e vegetazione spontanea conduce al villaggio di pescatori di San Nicolò, nei pressi del rivo omonimo, dove, appena superato un ponticello, si può ammirare la piccola chiesa romanica, con il piazzale in ciottolato.

    Sempre scendendotra l’altro al ritorno potreste fermarmi per un aperitivo al Baretto con acciughe, capponada e buon vino con vista unica (sconsigliato a ferragosto) – si giunge alla casa del Mulino dove sgorga acqua di sorgente, freschissima anche in piena estate, quindi attraverso una passerella che costeggia il mare si arriva a un gruppo di casette di pescatori.

    12
    January 2010

    Il versante da Punta Cannette a Punta Chiappa.

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    E zona C dell’Area Naturale Marina Protetta di Portofino (riserva parziale), nella quale sono vietati l’ancoraggio libero, l’ormeggio non regolamentato e la pesca subacquea; sono invece consentiti l’ancoraggio nelle aree predeterminate e accesso con alle piccole imbarcazioni a remi e a vela e con motore non superiore ai 24 metri esclusivamente per raggiungere gli ormeggi ad una velocità massima di cinque nodi. Inoltre sono praticabili le attività subacquee compatibili con la tutela delle specie viventi e la conservazione dei fondali (fotografia, riprese, turismo subacqueo etc.) e la pesca sportiva da riva e da natante fermo con lenza e canna, esercitata dai residenti nei Comuni interessati ed in quelli immediatamente limitrofi. Sono esclusi dalla riserva parziale il corridoio di accesso e la rada di porto Pidocchio, in prossimità dell’abitato di Punta Chiappa.

    Caratteristiche della costa di Portofino. E evidente in questo primo tratto la duplice presenza dei calcari marnosi del Monte Antola, che si estendono fin oltre l’abitato di San Nicolò e la puddinga, che occupa invece l’area di Punta Chiappa. Sono ben visibili i frequenti accumuli detritici dovuti alle numerose frane che continuano ad interessare questo tratto roccioso, provocate dalle abbondanti falde idriche sotterranee, dalle acque meteoriche che scorrono in superficie e, alla base, dall’erosione marina. Nei tratti risparmiati dagli smottamenti appaiono con chiarezza i vari strati di rocce di diverso spessore, con ripiegamenti e giaciture molto variabili, ma con direzione quasi sempre perpendicolare rispetto alla costa. La diversa colorazione, dal grigio biancastro al grigio bruno è determinata dagli elementi che compongono lo strato, le incisioni profonde sono state tracciate dalle acque di ruscellamento superficiale.

    24
    May 2009

    L’importanza della Flora.

    Portofino Italy The Sunrise

    Il Promontorio di Portofino ha un’importanza veramente notevole anche dal punto di vista botanico, con interesse non solo paesaggistico, ma anche scientifico. Infatti per la particolare morfologia del promontorio e per la pronunciata influenza del mare, i principali aspetti della vegetazione mediterranea, quali le formazioni costiere e rupestri, la macchia e le pinete si trovano eccezionalmente a contatto con una vegetazione a carattere più spiccatamente montano o medio-europeo con castagneti e carpineti, ai quali, nel sottobosco, sono associate specie che ben raramente si possono rinvenire ad una altitudine così modesta e a poca distanza dal mare. Per questi caratteri peculiari della vegetazione e per l’abbondanza e varietà della flora, il Monte di Portofino rappresenta un patrimonio di inestimabile valore naturalistico, che deve in ogni modo essere protetto nella sua integrità dall’intervento sconsiderato dell’uomo. Che il numero di specie che vivono a Portofino fosse elevato, era già noto da tempo, ma l’Istituto Botanico dl Genova, mediante esplorazioni floristiche che compie metodologicamente da anni, ha messo in luce che la flora del Promontorio è molto più ricca di quanto si credeva un tempo.

    23
    May 2009

    Le specie protette di Portofino.

    Portofino Promontory Italy

    A Portofino, attorno al territorio posto sotto la tutela dell’ Ente Autonomo dei Monte di Portofino, sono protette le seguenti specie:

    Osmunda regalia L.
    Pteris cretica L.
    Blechnum spicant (L.) Roth
    Adiantum capillus-veneris L
    Phyllitis scolopendrlum (L.) Newman
    Juniperus oxycedrus L. (ginepro rosso)
    Heteropogon allionhi R. et S.
    Arundo pliniana Turra
    Arundo pliniana Turra
    Tinea cilindracea Biv.
    Orchis brevicornis Viv.
    Ophrys bertolonl Mor.
    Aceras anthropophora R. Br.

    Euphorbia dendroides L
    Saxifraga cochlearis Rchb.
    Limonium pubescens (DC.) Kuntze
    Erica herbacea L.
    Convolvolus sabatius Viv.
    Convolvolus elegantissimus Mill.
    Gentiana asclepiadea L.
    Staehellna dubla L.

    Inoltre per le piante medicinali è vietata la raccolta; per altre, come ad esempio Ampelodesmos tenax Link, essa è limitata da precise norme (articolo 43 del regolamento 15-IV-1937, n. 1777).

    Nel precedente elenco non è compresa alcuna specie arborea, ma è sottinteso che gli alberi e il relativo sottobosco dovrebbero essere senz’altro tutelati. Bisogna inoltre tener presente che, anche se sul Promontorio esistono piante di particolare interesse, tali da essere particolarmente salvaguardate, la vegetazione del Monte è tutto un insieme inscindibile in cui le varie parti sono così intimamente e armonicamente legate che non se ne può manomettere una parte senza turbare il tutto.

    23
    May 2009

    Le Specie più significative del Monte di Portofino.

    Sul Monte di Portofino non solo sono presenti tipi di vegetazione vari e complessi, ma si rinvengono anche molte specie importanti per il loro significato fitogeografico, sia perché si trovano in stazioni isolate disgiunte dal loro areale principale, sia perché sono endemiche sia, infine, perché sono entità che si trovano qui al limite della loro area di distribuzione. Si tratta, in genere, dl specie relitte di un’epoca molto lontana e che si sono conservate qui grazie alle particolari condizioni climatiche del Promontorio, superando le alterne vicende ambientali che si sono susseguite per migliaia di anni, arrivando fino a noi quali testimoni di una flora in altre parti completamente scomparsa.

    Così, ad esempio Ampelodesmos tenax Link,  è una specie del bacino mediterraneo a gravitazione prevalentemente occidentale. Le stazioni liguri (Golfo di La Spezia e Isola Palmaria, Portofino, Laigueglia) rappresentano il limite settentrionale, unitamente a quella francese delle Basse Alpi, presso Digne, dell’attuale areale della specie. Nelle zone in cui la macchia mediterranea è molto degradata e sulla roccia nuda dove vivono solo piante che possono sopportare l’aridità del terreno e la violenta insolazione, si trova una rara graminacea, Heteropon allionii R. et S. specie delle regioni temperato-calde e subtropicali; la frammentazione del suo areale attuale testimonia dell’antichità di questa pianta che è proba- bilmente una superstite della flora prequaternaria.

    23
    May 2009

    Le Principali tipologie di Vegetazione.

    Portofino The Marina - Portofino Italy

    Le formazioni litoranee si trovano nella fascia costiera del Promontorio di Portofino. La prima vegetazione compare dove gli spruzzi del mare arrivano solo ogni tanto; le piante riescono a sopravvivere perché sfruttano le condizioni favorevoli di determinati microambienti. Queste stazioni sono molto inospitali; infatti sono caratterizzate da una forte insolazione, alta percentuale dl salinità, scarso substrato utilizzabile e una ritenzione di acqua minima o nulla; inoltre sono molto esposte ai venti marini. Queste condizioni così avverse vengono superate in alcune forme anche mediante particolari modificazioni fisiologiche che permettono loro di assorbire acqua nonostante la grande quantità di sali, soprattutto di cloruro di sodio, sfruttando opportunamente le differenze di pressione osmotica. Spesso queste forme hanno anche foglie carnose con tessuti acquiferi di riserva. Le condizioni migliorano quando l’azione del mare si fa sentire solo In caso di mareggiata. La vegetazione si trova qui nelle fessure delle rocce e al riparo dei massi. Si notano il finocchio marino (Crithmum maritimum L), la carota selvatica (Daucus gingidium L.) dalle caratteristiche infiorescenze ad ombrella composta. Senecio cineraria DC., il cappero (Capparis spinosa L.), Sodum, come Sedum rupestre L., Sedum nicaeense All., pianta erbacea perenne, che produce fiorellini gialli; Sedum album L. più piccolo del precedente, con fiori bianchi o carnicini.

    23
    May 2009

    La Macchia Mediterranea di Portofino.

    Portofino San Fruttuoso Bay Portofino Italy

    La macchia mediterranea è un tipo dl vegetazione molto caratteristico: è costituita quasi esclusivamente da arbusti sempreverdi alti fino a 3-4 metri, assai addensati tra loro, formanti a volte un intreccio inestricabile. Le specie che fanno parte della macchia sono numerose; fra esse alcune sono più frequenti e rappresentano le essenze dominanti. Poiché le varie specie cambiano in genere da una zona all’altra, essendo esse sensibili ai più svariati fattori ambientali, la macchia assume di volta in volta aspetti diversi. In generale, però, tutte le essenze della macchia sono molto sensibili al freddo, in quanto per adattamento ereditario queste piante sempreverdi hanno un periodo vegetativo molto lungo che si protrae anche in inverno; alcune, come il Corbezzolo (Arbutus unedo L.) e altre, fioriscono proprio in inverno. Inoltre, queste piante manifestano particolari fenomeni di adattamento miranti a superare la lunga estate asciutta. Di solito hanno foglie piuttosto piccole, dure, con stomi infossati, per poter ridurre la traspirazione. Alcune, come il ginepro e la scopa (Etica arborea L.) hanno foglie molto piccole, squamiformi, altre sono addirittura prive di foglie; ad esempio l’asparago selvatico (Asparagus acutifolius L.) il quale possiede rametti brevi e piuttosto pungenti di Intenso colore verde (cladodi), che sostituiscono le foglie nella loro funzione assimilatrice.

    23
    May 2009

    Dove trovare i Fruticeti sul Monte.

    Si incontrano qua e là sul Promontorio lembi di fruticeti, formazioni caratterizzate dalla predominanza di arbusti di varia altezza. Così ad esempio in località Molini degli Olmi presso il fosso delle Zacche si trova un consorzio a Genista pilosa L.

    Questa specie predominante è accompagnata anche da Cistus salvifolius L., erica arborea, corbezzolo e qualche esemplare dl lisca.

    Altro esempio di fruticeto è il consorzio a Erica arborea L, costituito da arbusti più o meno addensati che raggiungono un’altezza variabile da un metro a un metro e mezzo. Questo consorzio si incontra a monte del sentiero Paradiso-Pietre Strette. Tra le essenze più comuni che accompagnano l’erica sono da segnalare Cistus salbvifolius L, la salsapariglia, la lisca.

    Nella zona costiera tra la fascia dl rupi e quella della macchia si notano lembi di fruticeto ad Ampelodesmos tenax Link, accompagnato da erica arborea e Calycotome spinosa Link, e da alcuni suffrutici come Clustus salvilolius L.

    Questo fruticeto deriva dalla macchia mediterranea degradata dal fuoco.

    Portofino, un Mondo a parte.

    22
    May 2009

    Portofino e il suo Pino Marittimo.

    Nella parte orientale dei Promontorio, al di là della costa della Colombara, che dal Monte delle Bocche si dirige verso Punta Carega, si incontrano (o sarebbe meglio dire si incontravano, perché numerosi incendi li hanno ridotti a ben poco), boschi estesi, piuttosto fitti, di pino. Sul Promontorio di Portofino vivono tre specie di pino: pino marittimo (Pinus pinaster Alt.), pino di Aleppo (Pinus halepensis Mill.) e pino da pinoli (Pinus pinea L.).

    Il consorzio a Pino Marittimo è assai più ampio ed esteso e ciò dipende dalle caratteristiche intrinseche dl questa specie; infatti si tratta di un’essenza che può vegetare, dato il suo apparato radicale più esteso in su-perficie che in profondità, anche dove il substrato è scarso, e superare egregiamente anche lunghi periodi di siccità. Queste doti, unite al prolungato potere di germinabilità dei semi (oltre 5 anni), hanno fatto si che la pianta sia stata usata in tempi antichi e recenti come essenza da rimboschimento. Il pino marittimo è normalmente alto 5-10 metri, ma a volte, come lungo le pendici occidentali e meridionali del promontorio, può raggiungere dimensioni maggiori (15-20 metri) ; in tal caso però si tratta di individui isolati, con una tipica chioma sviluppata solo nella parte terminale.

    22
    May 2009

    Dove trovare il Castagneto.

    Il castagno (Castanea sativa Mill.) appartiene normalmente all’orizzonte delle latifoglie termofile, ma avendo la possibilità dl superare inverni piuttosto freddi ed estati notevolmente calde ed essendo scarsamente sensibile a variazioni anche forti di umidità e precipitazioni, vive in Liguria in una fascia che dal mare arriva sino ai 900 m dl altitudine. A Portofino scende anche a poca distanza dal mare. Il castagno ha un aspetto inconfondibile: Il tronco cilindrico, coperto da una corteccia abbastanza chiara con screpolature formanti un reticolo, si ramifica ben presto in due o tre possenti rami, che sostengono la folta ed ampia chioma di forma tondeggiante. Uno dei castagneti più ampi ed omogenei di tutta la fascia costiera della Liguria si trova per l’appunto sul Promontorio di Portofino, dove occupa una zona vasta, che si estende sulla maggior parte del versante nord del Monte, ed è maggiormente diffuso sul versante che scende verso Santa Margherita Ligure dove raggiunge quasi il livello del mare.

    22
    May 2009

    L’albero della Carpinella.

    La carpinella (Ostrya carpinhfolia Scop.), è un albero che raggiunge 8-10 m di altezza a volte più, dal tronco anello, con corteccia rosso-scura. Le foglie sono ovali col margine seghettato. All’inizio della primavera, prima della comparsa delle foglie, produce numerosi amenti penduli, di colore verde chiaro che conferiscono alla pianta, in questa stagione, un inconfondibile aspetto. La carpinella entra molto spesso nella costituzione dei boschi misti del Promontorio, ma in certi tratti diventa l’essenza dominante sino a formare il cosiddetto carpineto. Così, ad esempio, all’inizio del sentiero delle Pietre Strette», lungo la mulattiera che dal bivio sale in vetta, e anche tra ii bivio e la località Paradiso, si trova un con- sorzio quasi puro di carpinella, con alberi alti anche dieci metri.

    Nel bosco compaiono qua e là esemplari di quercia, associati alla carpineila. L’ambiente è molto umido e nel sottobosco vegetano bene felci e muschi, anche se non manca un manto erboso costituito soprattutto da graminacee: nelle zone meno ombrose è frequente l’erica arborea. Un’altra cenosi a carpinella quasi omogenea, si incontra sul versante settentrionale di M. Croce di Nozarego e verso la regione Bussea con individui piuttosto giovani.

    Portofino, un Mondo a parte.
    21
    May 2009

    Conoscere il Monte, la Lecceta.

    Il leccio (Quercus hex L.) si trova sovente nella vegetazione mediterranea; è una pianta sempreverde, con foglie coriacee, lunghe 3-4 cm, verde-scure nella pagina superiore e grigio-chiare nella pagina inferiore. Molto probabilmente un tempo era molto più diffuso, non solo a Portofino, ma in tutta la Liguria; attualmente è presente a Portofino con individui isolati in altre fitocenosi, come nel bosco misto e nella macchia mediterranea. In quest’ultima, peraltro, rimane sempre allo stato arbustivo. Tuttavia in alcune località si rinviene qualche frammento di lecceta: infatti, lungo il versante occidentale del crinale che da località Gave sale verso il M. Brano, il leccio forma una lecceta poco estesa, ma molto omogenea e fitta costituita da individui giovani, di 10-15 m d’altezza. Al leccio si accompagnano il frassino, alcune querce, e qua e là, qualche esemplare di carpinella. Tra Gave e Paraggi, il leccio si mescola con altre piante della macchia mediterranea, come erica arborea, Rahmnus alaternus L., il mirto, il corbezzolo, il lentisco; esso rimane perciò arbustivo, raggiungendo l’altezza di circa 2 metri.

    21
    May 2009

    La coltura ad oliveto nel monte.

    Vicino ai luoghi abitati, anche in posti piuttosto scoscesi, il mantello vegetale naturale, in epoche remote, è stato disboscato e sostituito con coltivazioni. La forte ripidità del pendio ha costretto ad un notevole lavoro di sistemazione. Sono stati realizzati, infatti, dei ripiani (terrazzamenti) sostenuti da muri a secco: le cosiddette « fasce » così caratteristiche In Liguria. Su queste fasce senza dubbio predomina la coltura dell’olivo (Olea europaea L.), anche se non mancano alberi da frutta ed ortaggi. La coltivazione di questa specie, che non è tipica solo di Portofino ma è diffusa in tutta la fascia costiera ligure, è ormai perfettamente adattata all’ambiente e contribuisce non poco ad abbellire il paesaggio soprattutto quando il vento, agitando le chiome, cobra di argento tutto il versante.

    12
    May 2009

    Le grotte del Promontorio di Portofino.

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    Numerose sono le cavità naturali nel Promontorio di Portofino, tutte scavate nel conglomerato. L’origine dl queste grotte è legata all’esistenza delle numerosissime fratture anche dli grande estensione.  Gli agenti meteorici, disgregando il conglomerato hanno facilitato l’allargarsi dl queste frattture sino a dare origine a vere e proprie grotte per fenomeni pseudocarsici (cioè fenomeni simili a quelli carsici, ma in rocce non facilmente solubili). Anche il mare ha influito sensibilmente sulla formazione dl molte di queste grotte allargando direttamente o indirettamente le principali fratture. Esistono alcune grottedette dai pescatori “cannoni”, che hanno in genere almeno due aperture, in una delle quali il mare si insinua con tale violenza da produrre un rombo udibile anche a qualche chilometro di distanza.

    Lo sviluppo planimetrico di queste cavità è dl norma modesto; esse possono essere molto suggestive come ambienti, talora adorne di concrezioni e con bacini interni di acqua salmastra. Per raggiungere le principali di esse occorre percorrere sentieri malagevoli e spesso decisamente pericolosi, per cui è sconsigliata la visita ai non specialisti. Foto di Ente Parco di Portofino.

    Ecco l’elenco delle grotte finora a noi note nel Monte di Portofino (1).

    121 Li/GE – Grotta dell’Eremita 
    3° 18’02” – 44° 19′ 04’’ – Q. 0 – Sv. 47

    12
    May 2009

    Portofino, il Bosco Misto del Promontorio.

    Alcuni tratti piuttosto estesi del Promontorio sono coperti da una vegetazione formata dall’associarsi di diverse essenze arboree che costituiscono il « bosco misto », in quanto nessuna forma predomina nettamente sulle altre. Da zona a zona la frequenza delle diverse specie è assai variabile, e ciò risalta soprattutto in primavera e in autunno quando il paesaggio è movimentato dal differenti tnni cromatici delle chiome dagli alberi. Nella fascia altitudinale compresa tra 240 e 480 m dl altezza, sul versante nord-orientale del M. di Portofino, si incontra un bosco misto a castagno e a carpinella. Alle due essenze citate si aggiungono In minor numero esemplari di frassino (Fraxinus ornus L.), di nocciolo (Corylus avellana L.) di laburno (Cytisus laburnum L.).

    Il sottobosco arbustivo è abbastanza rigoglioso; vi si incontra l’agrifoglio (hex equilolium L.), il pungitopo (Ruscus aculeatus L.), l’erica e la ginestra spinosa (Genista germanica L.). Numerosi sono I muschi e i licheni, mentre piuttosto rada ed eterogenea è la copertura erbacea; In primavera si possono notare i delicati fiori lilla di Erythronium dens- canis L. e varie orchidee. Sul lato nord-occidentale del versante del M. di Por- tofino, nella parte alta della valle dell’Acqua Fredda, prospera il bosco misto formato da varie specie tra cui il castagno, il leccio, la carpinella, il frassino e Il nocciolo.

    12
    May 2009

    La Fauna Terrestre nel Monte di Portofino.

    Il primo quadro d’insieme della fauna ligure – e non della fauna soltanto – apparve nel 1846, allorché fu pubblicata la celebre opera Descrizione dl Genova e del Genovesato in particolare di Portofino ». Diversi studiosi, dl particolare competenza nei vani settori del regno animale, presentarono infatti, nel citato volume, gli elenchi delle specie allora note in Liguria, completandoli con alcune osservazioni. Forse quei valenti naturalisti non sospettavano quanto profonde modifiche i loro scritti avrebbero subito, sia perché – a lunga o a breve scadenza – alcuni esponenti della fauna, come il Lupo, sarebbero scomparsi, sia perché in seguito alle successive ricerche sarebbero risultate presenti molte nuove specie.

    12
    May 2009

    Portofino, i mammiferi del Monte.

    Pochi sono i Mammiferi, sia come specie, sia come individui. Fra gli Insettivori, non manca il Riccio (Erinaceus europaeus) – del quale è superflua la presentazione – ed è stato pure osservato il Toporagno comune (Sorex araneus): questi due animaletti sono attivi soprattutto di notte e si aggirano in cerca di insetti e di altre piccole prede. I Pipistrelli si scorgono comunemente verso sera, mentre volteggiano anche presso gli abitati, ma non è oggi possibile indicare di quali specie si tratti; molto probabilmente sono rappresentati almeno i generi Pipistrellus e Myotis. Quanto ai Roditori, deve anzitutto citarsi un grazioso abitatore dei boschi: lo Scoiattolo (Sciurus vulgaris). Esso non è abbondante sul monte dl Portofino, ma talvolta possiamo ammirarne le evoluzioni sui tronchi o fra I rami degli alberi.

    Ben minori simpatie riscuotono i Topi, dei quali esistono in questa zona almeno tre specie: II minuscolo Topolino delle case (Mus musculus), il Ratto (Rattus rattus) ed il grosso Ratto di chiavica (Rattus norvegicus), dotato – rispetto al precedente – di orecchie più piccole e di coda più lunga. Fra i Carnivori, questa zona ospita forse qualche Donnola, Fama e Puzzola, ma la specie sicuramente presente e ben conosciuta è la Volpe (Vulpes vulpes), notturno ed astuto predone che in tutto il Monte di Portofino è assai comune.

    20
    April 2009

    Gli Uccelli che popolano il Monte di Portofino.

    Un grande gruppo animale che ha sempre avuto molteplici attrattive nel Monte di Portofino, non soltanto per gli zoologi, è quello degli Uccelli.  Come attesta una pubblicazione (Spanò, 1969) – ove sono enumerate 94 specie – essi sono i soli animali nei cui riguardi si siano svolte sul Promontorio di Portofino ricerche di una certa ampiezza. Lungo la costa si osservano naturalmente diversi uccelli marini, fra i quali primeggiano per notorietà i Gabbiani, appartenenti a specie varie; la più comune è il Gabbiano reale (Larus argentatus), riconoscibile per la notevole statura e per il becco giallo con una macchia rossa presso l’estremità. E’ stazionario, ma la sua nidificazione – probabilmente sulle impervie scogliere del lato meridionale – non è accertata. In primavera compaiono talvolta In buon numero i Mignattini (Chlidonias niger), che il colore nerastro distingue dalla Rondine di mare (Sterna hirundo) – pur essa frequente – la quale è bianca, col dorso grigio e il capo superiormente nero.Meno frequenti sono lo Svasso maggiore (Podiceps cristatus) e la Strolaga mezzana (Colymbus articus), e meno ancora alcune altre specie come – tanto per citare due esempi – la Sula (Sula bassana) e la Gazza marina (Alca torda). Durante il passo primaverile, si posano sugli scogli la candida Garzetta (Egretta garzetta) e due altre specie di Aironi dall’inconfondibile sagoma: quello grigio (Ardea cinerea) e quello rosso (A. purpurea).

    20
    April 2009

    I Rettili e gli Anfibi del Monte.

    Rimane da dare notizia di altre due classi dl vertebrati: Rettili e Anfibi. L’una e l’altra sono rappresentate sul promontorio da ben poche specie. Di comune occorrenza è la Lucertola dei muri (Lacerta muralis), alla quale si aggiunge il Ramarro (L. viridis), notoriamente più estraneo agli insediamenti umani. Portofino fu segnalata la occasionale presenza della splendida Lucertola ocellata (L. lepida), grande specie adorna di macchie azzurre, che per quanto riguarda l’Italia è nota solo in poche lo- calità della Riviera ligure di Ponente; per la sua rarità e bellezza, questo rettile richiede una protezione assoluta.

    Verso sera, compaiono frequentemente sul muri i Gechi (Tarentola mauretanica) e gli Emidattili (Hemidactylus turcicus), questi e quelli forniti sotto le dita di serie di lamelle che costituiscono ottimi dispositivi per l’adesione. Non è fuor dl luogo ricordare che questi tranquilli animali, gran divoratori di insetti, sono perfettamente innocui. Presso i corsi d’acqua si trova la comune Biscia o Natrice dal collare (Natrix natrix), mentre in tutto il promontorio abbonda un altro serpente, cioè il Colubro verde e giallo o Biacco (Coluber viridiflavus).  Questo bel rettile, che può superare un metro di lunghezza, suoi essere alquanto aggressivo, ma non è velenoso. Benché rara, anche la Vipera esiste sul promontorio di Portofino. Particolari presentazioni riescono superflue per i due Anfibi sinora osservati in questa zona: la Raganella (Hyla arborea) e il Rospo comune (Buto bufo). In rapporto con le loro esigenze, soprattutto riproduttive, questi animali non si allontanano dalle acque (vasche, ruscelli, ecc.).

    20
    April 2009

    Gli Artropodi nel Monte di Portofino.

    Gli Artropodi, cioè gli animali invertebrati che possiedono zampe articolate, non hanno rivali quanto a numero di specie: queste presentano caratteri estremamente vani e sono distribuite in tutti gli ambienti.  Nella fauna del Monte di Portofino che qui ci interessa sono naturalmente rappresentati i Crostacei (Isopodi o Porcellini di terra), i Miriapodi (Mille- piedi) e gli Aracnidi (Ragni, Scorpioni, Acari), ma gli insetti sono ben più numerosi e vengono ripartiti in diversi ordini.

    20
    April 2009

    I Molluschi nel Monte di Portofino.

    La fauna terrestre del Promontorio di Portofino include alcune specie di Molluschi.

    Si possono infatti osservare grosse Lumache (Limax), nella foto,  e Chiocciole diverse: Helix pomatia, H. adspersa, Eobania vermiculata, Cepea nemorails, Retineila olivetorum, Helicella cespitum.

    Non mancano infine – e con essi si conclude la nostra rassegna degli animali terrestri – rappresentanti dei cosiddetti vermi: si tratta di diverse specie di Lombrichi, cioè Anellidi Oligocheti, nei cui riguardi mancano tuttora indicazioni precise.

    Portofino, un Mondo a parte.

    13
    April 2009

    Fauna e Flora Marina nel Monte di Portofino.

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    Il tratto di mare che circonda il Promontorio di Portofino è sede di una fauna assai interessante, che offre variazioni qualitative e quantitative in rapporto con i diversi ambienti nei quali è distribuita. A differenza di quella terrestre, essa è stata oggetto di molteplici ricerche, soprattutto in epoca recente, per cui possediamo una documentazione sufficiente a delinearne la composizione ed i caratteri. A una serie di studi compiuti dal celebre zoologo genovese Raffaele Issel e dal suoi collaboratori, una cinquantina d’anni addietro, fecero seguito quelli promossi – dopo il 1955 – dal Museo di Storia Naturale di GenovaOve si vogliano citare anche gli animali viventi in mare aperto, si può aprire la serie con i Cetacei, rappresentati non solo da due specie di Delfini (Delphinus deiphis e Tursiops truncatus), ma anche dalla ben più rara Pseudorca crassidens comparsa a Camogli. Da quest’ultima località gli zoologi ebbero non pochi animali rari e di alto interesse, in parte incappati nella piccola tonnara situata presso Punta Chiappa.

    Quanto alle Tartarughe, Caretta caretta, nella foto, è di comune cattura, mentre Dermochelys coriacea – enorme e ben riconoscibile rettile – incappò due volte nelle reti. Pur non costituendo un incombente pericolo, i grossi Squali sono presenti, talvolta molto vicino alla costa; possono enumerarsi almeno quattro specie, cioè il vorace Carcharodon carcharias, il raro Odontaspis ferox, il cosiddetto Pesce elefante (Cetorhinus maximus) ed il Verdone (Prionace glauca).

    23
    March 2009

    Da Santa Margherita Ligure a Portofino.

    portofino-walk-feel-love pedonale verso portofino

    Carrozzabile Santa Margherita Ligure – Portofino – Km 5

    Una delle strade più belle e famose al mondo, merita una descrizione per le splendide insenature che attraversa (in una tavolozza ineguagliabile di colori, che vanno dall’azzurro del mare al verde cupo delle aghi- foglie) e perché offre al turista quanto dl più pittoresco esiste.  Consigliamo di percorrerla a piedi, nella nuova pedonale a picco sul mare, anche di primo mattino oppure al tramonto (essendo tutto il percorso esposto a levante), per goderne a pieno tutto Il fascino. La sera dopo le 18.00 potete fare jogging, passeggiate con il cane, romantiche promesseLasciata Santa Margherita Ligure e – sulla sinistra – il Covo di Nord-Est, si incontra una diramazione sulla destra che sale alla Badìa della Cervàra, edificata nel XIV secolo dai Monaci Benedettini ed attualmente proprietà privata.

    A fianco vi è una chiesa gotica dedicata a San Gerolamo, nella quale vi è la tomba del Cardinale Scetten, amico del Petrarca. Alla diramazione suddetta si lasciano i calcari marnosi (Calcare del M. Antola), per entrare nel dominio del Conglomerato di PortofinoProseguendo verso Portofino, ecco sulla sinistra il pittoresco castello di Paraggi, un tempo torre di difesa contro i pirati, oggi dimora estiva del Premier Berlusconi. Dopo la curva, sulla destra, si giunge a Paraggi, il noto, raffinato centro balneare, con la sua spiaggia di fine arena e la vistosa cornice di piante d’alto fusto. All’ombra di alti Pinus pinea e in vista di sontuose ville, la carreggiabile termina sulla piazza di Portofino, che trovasi sotto la parrocchiale di San GiorgioPortofinol’antico Portus Delphini  oggi Perla del Mondo, è centro turistico tanto universalmente noto, da non richiedere commenti di sorta.

    17
    March 2009

    Sentiero Olmi – Gave – Madonna della Neve

    Sentiero Olmi – Gave – Madonna della Neve – Santa Margherita Ligure
    Km. 4,5 – durata ore 1,40

    Raccomandiamo questo itinerario, sino a Madonna di Nozarego che è possibile oggi raggiungere mediante un sentiero di raccordo fra questo percorso e quello segnato al N. 19.

    Appena sotto la Trattoria degli Olmi, un segnavia sulla sinistra indica un sentiero, ben marcato, che si snoda fra prati ed olivi, in direzione levante.Dopo una breve gradinata in cemento, passando fra case coloniche e piccoli appezzamenti coltivati, si incontra una strada pedonale rivestita di cemento che ci porta in località Gave.

    Quindi la strada piega ancora a sinistra, e, con bei panorami del golfo e della Cervara, giunge alla Madonna di Nozarego. La discesa a Santa Margherita Ligure si percorre oggi su carrozzabile giungendo presso il porto (al bivio piegare a destra), o in Piazza del Municipio (piegare a sinistra).

    Portofino, un Mondo a parte.

    15
    March 2009

    Sentiero Semaforo Nuovo – Cala dell’Oro

    Sentiero Semaforo Nuovo – Cala dell’Oro. 
    Km 3,5 – durata ore 1,30. 

    Il sentiero scende rapidamente verso sud, addentrandosi nell’ambiente orrido e maestoso della Cala dell’Oro, dominato dalla nuda roccia conglomeratica.

    Si nota molto bene l’orientazione levante-ponente di numerose grandi fratture parallele quasi verticali messe in risalto dall’erosione meteorica e dall’insediamento di un’interessante vegetazione pioniera.

    Bisogna segnalare che in alcuni tratti il sentiero è poco visibile ed anche pericoloso per la sua ripidità nella parte più bassa dove si collega con l’itinerario N. 4 nel suo tratto intermedio non descritto, dove il transito richiede la massima prudenza.

    Portofino, un Mondo a parte.

    15
    March 2009

    Sentiero Semaforo Nuovo – Pietre Strette

    Sentiero Semaforo Nuovo – Pietre Strette. 
    Km 3 – Durata: minuti 50

    Si risale per breve tratto la mulattiera che porta a Portofino Vetta (itinerario N. 7) poi, al bivio (a destra) si prosegue lungo un sentiero ben tracciato che corre per lo più a mezza costa sul versante meridionale del Monte di Portofino. Il pendio è rivestito da piante della macchia mediterranea fra le quali si fanno notare la vistosa gra-minacea Ampelodesmos tenax, l’erica, il garofano selvatico; fra gli arbusti è particolarmente frequente il corbezzolo

    La roccia (Conglomerato di Portofino) affiora abbastanza largamente e il sentiero, nei tratti in salita, è scolpito a gradini.

    Magnifici squarci paesaggistici sui dirupi selvaggi della Cala dell’Oro, sul promontorio della Torretta e, più avanti, sulla baia di S. Fruttuoso.  Il bosco di pini e dl altre essenze che rivestiva il versante meridio- nale del Monte, è stato decimato dagli incendi ed anche li sottobosco dl felci sta a poco a poco scomparendo.

    E’ soltanto nell’ultimo tratto dell’itinerario, prima di raggiungere le Pietre Strette, che gli alberi s’infittiscono e danno l’idea di quello che doveva essere in origine la copertura boschiva.

    Portofino, un Mondo a parte.

    15
    March 2009

    Sentiero Paradiso – Pietre Strette

    Sentiero Paradiso – Pietre Strette. 
    Km 1,700 – Durata: minuti 30.

    Raccomandiamo vivamente questo percorsoassai rilassante e panoramico.

    Esso costituisce una delle più belle e note passeggiate che si possano fare sul promontorio, in quanto salda in un anello, i percorsi N. 1 – 7 – 9 – 1.

    Raggiunto il bivioalla località Paradiso, dopo aver percorso il sentiero n. 7 si prosegue sulla sinistra, fra Cupressus e Cedrus sino alla località Porcile. Superato il dosso, si continua in leggero declivio, ammirando la vastità del panorama (sul mare, a destra, svetta la torre dei Doria a sentinella sullo scoglio dominando dall’alto gran parte delle dorsali boscose che scendono al mare, nel silenzio di una Natura inviolata. Durante l’ultima parte di questo bel itineriario, il sentiero (tagliafuoco) scende attraverso un grandioso bosco di Castanea sativa, per raggiungere la località Pietre Strette.

    Portofino, un Mondo a parte.

    15
    March 2009

    Sentiero Mortola – Semaforo Nuovo.

    Sentiero Mortola – Semaforo Nuovo. 
    Km. 1,500 – Durata: minuti 40

    Lasciata San Rocco e percorso un tratto dell’itinerario N. 4, superata la località Mòrtola di circa 800 metri, si piega a sinistra su uno stretto sentiero che sale verso nord-ovest fra bassi arbusti.

    Superati un centinaio di metri, si incontrano delle roccette, sulle quali è possibile trovare (nei mesi di maggio e di giugno), fiorita, una pianta erbacea della famiglia delleSaxifragaceae, botanicamente interessante, e che può trovarsi – fra tutti gli itinerari del Monte – soltanto in questo. Si tratta della Saxifraga cochlearis, pianta endemica.

    Il sentiero, dopo non breve tratto nella boscaglia, piega a sud, per raggiungere il Semaforo Nuovo.

    Portofino, un Mondo a parte.

    15
    March 2009

    Portofino Mare a San Fruttuoso

    Descritto nel due tratti:

    a) da San Rocco alla località I Fornelli, Km 2
    durata: minuti 40 e nel senso oppostob) da Portofino Mare a San Fruttuoso, Km 5,800
    durata: ore 2,15.A causa della pericolosità del tratto Fornelli-pendici M.Campana-Cala dell’Oro-Costa del Termine-San Fruttuoso) questo itinerario viene sconsigliato a chi non sia pratico dl montagna.

    a) Da San Rocco .
    Si inizia sulla strada pedonale N. 3 e dopo breve tratto si piega a sinistra, su sentiero cementato, sino a Mòrtola. Indi, su terreno a fondo sassoso, scarsamente boscoso, si prosegue sino al bivio con il sentiero N. 8 (vedere descrizione) e – fra notevoli vedute panoramiche (torre belvedere a destra) – si giunge a località Fornelli, sovrastante Punta Chiappa.

    b) Da Portofino Mare a San Fruttuoso.

    14
    March 2009

    Camogli – San Rocco – Punta Chiappa

    Mulattiera Camogli – San Rocco – Punta Chiappa.
    Km 4, durata ore: 1,15

    Tratto Camogli – San Rocco
    : si tratta dl strada mulattiera assai frequentemente gradinata, a fondo asfaltato e cementato. La strada è costretta ai lati da alti muri, delimitanti villette e giardini. Questo primo tratto pertanto è da considerarsi in funzione di penetrazione nel cuore del comprensorio. La parte terminale dl questo primo tratto porta Il turista sul piazzale della chiesa di San Rocco, punto terminale della carrozzabile Ruta – San Rocco (2,5 km).

    Sul piazzale antistante la chiesa, splendido panorama (da Camogli sin oltre Capo Mele). San Rocco è punto importante di partenza di strade pedonali interessanti il turista. Infatti, hanno inizio gli itinerari N. 5, N. 4 e, proseguendo, l’itinerario N. 3 su strada accuratamente cementata (passaggio motorette). La strada, dopo leggero pendio, piega decisamente a destra per discendere fra mattonati e gradinati, sino a quota 97, ove trovasi una bella chiesa romanica dedicata aSan Nicolò, costruita nell’anno 345 d. C. (secondo la tradizione) e ricostruita nell’undicesimo secolo (all’interno, grafiti interessanti ed affreschi).

    13
    March 2009

    Da Pietre Strette a San Fruttuoso

    Sentiero Pietre Strette – San Fruttuoso.
    Km 3, durata minuti: 45

    Il sentiero, per breve tratto ciottolato, corre in discesa con stretti tornanti su nudo terreno, fra Pinus pinea nella prima parte. Sempre in forte pendio, si scende fra olivi (alcuni, fra questi, notevoli per il grosso vecchio fusto tutto contorto). Poi, qualche « fascia semicoltivata, qualche vecchio rudere ed è in vista la torre che sovrasta San Fruttuoso.

    In questo itinerario è particolarmente abbondante una graminacea: l’Ampelodesmos tenax Link, in volgare: erba lisca), le cui foglie resistenti vengono usate per fabbricare corde e gomene. Ed eccoci scesi alla cala di San Fruttuoso, la celebre località di fama Internazionale.

    Quivi è il Monastero di Capodimonte, costruzione del ‘200, che si rispecchia nell’acqua azzurra. Si raccomanda la visita al Sepolcreto, che racchiude le tombe dei Doria, morti fra il 13 ed il 14 secolo. Per il ritorno alle Pietre Strette si consiglia l’itinerario N. 17 che, costeggiando la scogliera per breve tratto a levante, risale la costa dei Ghidelli fra pini e tutta la caratteristica flora della macchia mediterranea, nella quale predomina l’Arbutus (corbezzolo).

    Begli esemplari di Euphorbia lungo il percorso.

    Portofino, un Mondo a parte.

    13
    March 2009

    Da Ruta a Portofino.

    Strada pedonale da Ruta a Portofino Mare.
    Km 7,500, durata ore: 2,15 

    La strada pedonale ha inizio dalla chiesa parrocchiale dl Ruta. Volgendo a destra (sud), su fondo cementato e gradinato, si scavalca (non visibile) la galleria sottostante della Via Aurelia e si sale fra modeste villette (ottime vedute su entrambi i versanti). Il pendio si fa subito meno accentuato e compare il caratteristico fondo ciottolato, fra rade conifere e qualche prato. Si scorgono alcune felci: si tratta del Polypodlum vulgate. Poco più sopra, notevole un boschetto di vecchi lecci (Quercus ilex), poco prima del piccolo albergo e del museo di affreschi ricostruiti sui ruderi del vecchio Grand Hotel Portofino KuIm .

    Il panorama, che si gode dal belvedere antistante all’albergo e museo è veramente notevole. Superato il museo, sulla sinistra, sui ruderi dell’antico ristorante esiste oggi un fabbricato destinato a mostre e congressi, indi l’imponente antenna del ripetitore della TV, con le sottostanti abitazioni per i tecnici.
    La località rappresenta il punto terminale della rotabile Ruta-Portofino Vetta, rotabile che ripetutamente si scorge nella prima parte del presente Itinerario. Presso la località Grixella (o Gaixella), si stacca un sentiero, che scende – nel bosco – a San Rocco (ved. Itinerario N. 5). Poco sopra la località indicata, un cartello segnala gli itinerari N. 6 e N. 7, del quali si dettaglierà appresso.

    13
    March 2009

    Introduzione al Monte di Portofino.

    Portofino Promontory of Portofino

    Le strade, che il turista può scegliere per visitare il Monte di Portofino, si possono classificare come segue:

    a) le strade carreggiabili (carrozzabili o rotabili) cosiddette di penetrazione». Esse son tre: la Ruta-San Rocco; la Ruta-Portofino Vetta (pagamento pedaggio) e la Santa Margherita-Nozarego. Una invece dl dette strade deve considerarsi a funzione turistica », ed è la Santa Margherita-Portofino (mare). Tutte generalmente ben asfaltate.
    b) Le strade pedonali. Quelle « riattate » di recente sono state ricoperte con un manto di asfalto o di cemento. Hanno il vantaggio indiscutibile dl essere assai comodamente percorribili ma – quando non vi siano gradinate – esiste l’inconveniente che il turista è disturbato dal passaggio dl motorette o dl macchine di piccola cilindrata. Le strade pedonali antiche sono invece generalmente ciottolate. Originariamente costruite con cura, il ciottolame è ripartito secondo l’asse centrale, per cui si distingue ancora nettamente la linea di ripartizione, che corre precisa nel mezzo.
    c) Le strade mulattiere. Quando, a causa del pendio più accentuato il fondo ciottolato non teneva agli zoccoli del muli, nella mezzeria il fondo venne mattonato (mattoni pieni disposti a coltello). Le strade mulattiere hanno pertanto quel caratteristico colore rosso scuro dei vecchio mattone pieno di una volta.
    d) I sentieri. Strade pedonali e mulattiere via via che ci si allontana dal punto di partenza cedono (diciamo così) il passo ai sentieri veri e propri: cioè su fondo a nudo terreno battuto. Soltanto nel caso in cui si tratti di sentieri tagliafuoco (a tale scopo, perfettamente « ripuliti. al lati), il turista non incontra ostacoli dl sorta ed il passare è agevole.

    08
    February 2009

    La cornice ponentina del Parco Marino.

    Portofino San Fruttuoso Golfo Paradiso

    A levante di Genova si apre, in una cornice di palme, ulivi, pini e lecci, il Golfo Paradiso  sul quale si affacciano cittadine di antica tradizione marinara, oggi accoglienti centri turistici: Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Recco e CamogliTante perle d’un golfo che trae il suo nome dal Paradiso, un punto panoramico sul crinale occidentale del promontorio di Portofino, dal quale si ammira, nelle giornate limpide, gran parte dell’arco ligure. Al confine con Genova-Nervi si scorge Bogliasconella foto sotto, cittadina che custodisce tracce della sua lunga storia, con il suo ponte tardo medievale sorto sulle rovine d’un ponte romano nei pressi della foce del torrente Poggio, con il castello cinquecentesco, costruito per difendere II borgo dalle incursioni piratesche, con le significative testimonianze di arte e di fede delle sue chiese.  L’abitato più antico, prospiciente una piccola insenatura, e raccolto in prossimità di una breve spiaggia, che interrompe l’andamento roccioso della costa, lungo la quale si sviluppa la passeggiata a mare della nuova Bogliasco.

    30
    January 2009

    Parco Terrestre e Parco Marino

    portofino-punta-chiappa

    Il territorio del parco del Monte di Portofino che si estende per 1138 ettari, di cui 514 nel Comune di Camogli, 368 nel Comune di Santa Margherita Ligure e 256 (ossia l’intera superficie comunale) nel Comune di Portofino, e da tempo oggetto di tutela. Per salvaguardarlo fu costituito nel 1935 l’Ente Autonomo Monte di Portofinodotato di competenze passate nel 1978, al momento della soppressione dell’Eamp, allaRegione Liguria, che ha trasformato il promontorio in parco regionale. Non c’è stata soluzione di continuità tra le due istituzioni: entrambe si sono proposte di garantire la tutela e la riqualificazione dell’ambiente naturale e dei valori storico-culturali in esso racchiusi, di promuovere la conoscenza e la fruizione pubblica dei beni ambientali in forme compatibili con la loro salvaguardia, la diffusione di modelli di impiego del tempo libero improntati ad un equilibrato rapporto tra I’ambiente naturale e la componente antropica, il mantenimento delle tradizionali attività agricole del Monte e l’incentivazione delle attività artigianali.

    26
    January 2009

    Il Promontorio di Portofino

    portofino-promontory-italy

    Il promontorio di Portofino, una delle aree di maggior pregio della Liguria, si offre allo sguardo di chi giunge per terra o per mare con l’imponenza delle sue rocce, che si immergono a precipizio nelle acque. E’ una grande massa trapezioidale di circa venti chilometri quadrati, che si stacca dalI’arco ligure protendendosi nel mare aperto a formare ad ovest il Golfo Paradiso e ad est il Golfo Tigullio, a levante di Genova, capoluogo della Liguria. Due golfi di eccezionale bellezza paesaggistica, degna cornice d’un promontorio di grande interesse naturalistico e storico.

    Caratteristiche geomorfologiche

    Il complesso montuoso che si tuffa nel mare e frutto d’una singolare sovrapposizione di due tipi di rocce sedimentarie, facilmente osservabile soprattutto sui versanti occidentale e meridionale.
    La sua radice e formata da un complesso di calcari marnosi, argille scistose ed arenarie sedimentate in un bacino marino. Si tratta del calcare del Monte Antola, risalente al Cretaceo superiore, circa 60 milioni di anni fa, comune a gran parte delle falesie che compongono la costa da Genova a Chiavari.