Le Ville di Portofino

Portofino, a World apart
    24
    May 2016

    Villa Klaus

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    Questo signore di origine tedesca era emigrato a Genova da molto giovane e frequentava Portofino come tanti altri genovesi. In società, era un personaggio brillante e gioviale, di carattere sportivo: mi ricordo che era impiegato a Genova nella Compagnia Clau e Clerici e parlava il dialetto genovese alla perfezione tanto che era impossibile immaginare la sua origine. Era diventato mio cliente perché era appassionato di mare e, avendo un gozzo di 5 metri di nome Puk, ce lo affidò per anni. Con il passare del tempo, si formò una famiglia e si affezionò a tal punto al Borgo che decise di stabilirsi definitivamente a Portofino, acquistando, in diversi momenti, alcune proprietà dal conte Carnarvon Herbert.

    Prima, un fabbricato rurale in località Il Castagneto, che venne trasformato in una meravigliosa villa, arredata dentro e fuori con tutte quelle comodità che consentono di viverci senza problemi: ascensore, piscina, parco con uliveto, ecc, e portando anche una riqualificazione ambientale nel rispetto della tradizione ligure e spendendo parecchi quattrini per far piantare alberi e piante di ogni tipo. So che si era avvalso dell’ausilio dei migliori architetti del paesaggio venuti apposta da Firenze. Questo personaggio, che incarnava alla perfezione il carattere ligure della tenacità, aveva acquistato poi altri rustici, arrivando a possederne ben cinque e mantenendo, ci tengo a dirlo, il massimo rispetto dell’ambiente con le sue ristrutturazioni.

    20
    April 2016

    Villa Recchi

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    All’inizio era una casa rurale di Portofino di proprietà di lord Carnarvon, condotta dal mezzadro Ardito Gerolamo prima e da Battista Indaco dopo. Negli anni ’60, fu acquistata dal dottor Recchi di Torino, impresario di grandi opere edili nazionali e internazionali, come parte della diga di Assuan in Egitto. La trasformò in una villa di alto prestigio con tanto di piscina con acqua di mare e costruì anche una galleria d’ingresso da piazza Martiri della Libertà con l’ascensore e annesso posteggio interno, il tutto completamente interrato per non intaccare la morfologia dei luoghi. Questi lavori furono eseguiti con i relativi permessi ed inseriti meravigliosamente nell’ambiente ligure-portofinese e furono diretti da prestigiosi architetti. Il giardino fu ripristinato con piante locali e pini, arricchendo la già folta vegetazione, con piante fatte arrivare dalla Toscana: ristrutturazioni come questa ne esistono altre, per fortuna, e tutte sono andate ad valorizzare ancora di più il patrimonio immobiliare di Portofino e il suo prestigio a livello turistico.

    19
    April 2016

    Villetta la Cipressina

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    Negli anni ’50, questa villetta a Portofino era stata ubicata nella collina che parte dal castello dei baroni Mumm e sale verso Ponente: aveva una magnifica vista sul Borgo e il sottostante porto, si poteva anche ammirare il Golfo del Tigullio e la spalliera montuosa che da Rapallo arrivava attraverso Zoagli e Chiavari verso Sestri Levante, cioè sopra il Parco della Rimembranza dei Caduti delle guerre. La costruzione era nata in una zona di assoluto rispetto ma, in quel periodo, non era ancora arrivata da Roma l’approvazione del Piano Regolatore Comunale, esistevano quindi delle deroghe: se si fossero presentati dei progetti di costruzione, e non fu questo il primo caso, esisteva la regola della discrezionalità degli Enti tutori, cioè con il benestare del Sindaco, dell’E.A.M.P., e della Sovrintendenza, si poteva ugualmente realizzare l’opera.

    09
    April 2016

    Villa Agusta Altachiara

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    Negli anni ’60, questa villa fu acquistata dai fratelli Domenico, Mario e Corrado Agusta i quali fondarono una società, la D.M.C., e vi intestarono detta villa. Ho sentito dire che, per ragioni famigliari, la villa fu lasciata chiusa per parecchi anni, abitata solo nella dipendenza dal custode Giuseppe Oneto, detto Pi. Solo dopo la scomparsa di Domenico e Mario, il conte Corrado diede inizio alla manutenzione e all’adattamento ai tempi moderni: si diede da fare per arricchirla di quelle strutture indispensabili imposte dal progresso, per mantenerla al livello di chi l’ha costruita e degli eredi che l’hanno posseduta. Così il conte realizzò tutte le opere, sempre nel rispetto della Natura e la corredò di una piscina, un eliporto, un parco giochi con campi da bocce e una palestra scoperta: diede alla villa un accesso carrabile dalla piazza della Libertà, lavorando su una strada già esistente con curve a secco.

    04
    April 2016

    Proprietà Carnarvon Altachiara

    Lucy dreams in Portofino

    Lord Henay Moward Molineux-Herbert (1831-1890), IV conte di Carnarvon, nella seconda metà dell’800 acquistò a Portofino dai Prato due cospicui lotti di terreno, ubicati il primo nella valle del Castagneto che dalla Palara arriva fino al confine del castelletto San Giorgio, e il secondo che partiva dal confine del cimitero e arrivava sino alla punta del Faro. Così lord Carnarvon diede inizio alla costruzione della sua villa sul crinale che, da una parte, domina il paese e il golfo del Tigullio e dall’altra si affaccia a picco sul mare aperto del golfo di Genova: la villa si chiama ancora oggi “villa Altachiara”. Alla sua morte, gli subentrò il figlio George Edward Stanhope Molineaux Herbert (1866-1923), V conte di Carnarvon, il famoso egittologo che scoprì la tomba di Tutankamon nel 1922. Dopo la sua mai del tutto chiarita scomparsa nel 1923, questa proprietà passò nelle mani di Henry George Herbert (1898-1987), VI conte di Carnarvon: nel corso degli anni, il lotto venne corredato di ben cinque case rurali con i rispettivi contadini a mezzadria e una dipendenza vicino alla villa per il fattore, il quale amministrava anche il loro patrimonio in Portofino.

    31
    March 2016

    Il castello San Giorgio

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    Il castello San Giorgio a Portofino – ex Mumm – fu acquistato negli anni ’50 dall’armatore genovese Ernesto Fassio, e fu intestato alla società San Giorgio. Questo personaggio si era subito premurato di fornire il castello di quelle migliorie che oggi sono indispensabili per essere all’avanguardia, perché voleva potersi vantare di avere il massimo dei servizi: e così è stato. A monte confina con la proprietà dei Carnarvon: così acquistò degli appezzamenti di terreno, praticamente un parco, e poté allargarsi tanto da dare l’accesso pedonale al castello dal cancello che portava alla villa Altachiara. Questo spazio ha permesso a Fassio di ricavare, dalla parte sud della scogliera che si affaccia sul golfo di Genova, delle passeggiate panoramiche dove, dopo la realizzazione della galleria d’ingresso, ottenne anche l’accesso al mare con delle piccole piazzole per i bagni. Contemporaneamente, costruì la sopracitata galleria che, dal giardino sul Molo Umberto, arriva all’uscita già nominata: in quel punto, si è scoperta una meravigliosa grotta che prende la luce da sotto il mare, un vero regalo della Natura.

    25
    March 2016

    Villa Vacca Camerana

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    Anche questa proprietà a Portofino apparteneva al complesso della fortezza di San Giorgio, i cui padroni erano i Brown. Nel Dopoguerra, circa nel 1946-47, fu venduta al conte Camerana Nasi Agnelli: anticamente si chiamava villa Vacca e, forse, era la casa del fattore ed amministratore dei beni Brown in Portofino che si chiamava Giuseppe Garbarino. Appena la acquistarono, i Camerana la trasformarono in una lussuosa villa con un grande giardino contornato da uliveti, con l’ingresso da via della Penisola e con l’acceso al mare da molo Umberto. La vista incantevole spaziava da Portofino a tutto il golfo del Tigullio. Il figlio Carlo ereditò questa meravigliosa proprietà dalla madre, contessa Laura Camerana Nasi: la villa fu un fiore all’occhiello per Portofino anche perché si tenevano riunioni, inviti, feste mondane con ospiti illustri e, di conseguenza, si poteva potenziare l’economia turistica del paese nella nautica da diporto.

    25
    March 2016

    Villa la Torre

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    Questa famosa villa a Portofino faceva parte della proprietà dei Brown, in quanto iscritta nel complesso composto da vari fabbricati nel parco circostante al Castello. In tempo di guerra, con l’invasione tedesca, fu requisita dal supremo Comando militare e vi fu installato il tribunale militare dell’alto Tirreno: era il terrore di chi vi entrava. Finita la guerra, i Brown misero in vendita questa proprietà che fu acquistata dal comandante Piero Gallotti: abitò lì sino alla fine degli anni ’70.

    Passò poi all’ambasciatore olandese Gianni Breman, il quale era nato a Portofino ed era stato mio compagno d’asilo e di elementari: ancora oggi, quando viene a Portofino, non manca mai di passare a salutarmi. Suo padre e altri Consoli scandinavi abitarono negli anni in vico Dritto. Il padre era molto amico dei Gallotti, forse è per questo che il figlio subentrò a loro, acquistando la villa e altri beni in Portofino. Nel 1976, questa proprietà fu comprata dalla signora Maria Elisabetta Savinelli che conosceva e conosce molto bene Portofino, essendo un’amante del mare. Con le barche da diporto infatti, frequentava annualmente Portofino, così non si fece sfuggire l’occasione di diventare proprietaria di questa villa affacciata sul porto, in una posizione tanto prestigiosa. Lei è la persona giusta per mantenere questa proprietà nell’ambito della tradizione ligure: qualche volta a Portofino invece… Grazie a Giovanni Carbone.

    25
    March 2016

    Villa Consigliere

    Portofino Michele Cascella

    Questo fabbricato a Portofino era il primo lotto della famiglia Oneto, che fu venduto dopo la Guerra, ai Consigliere, genovesi abitanti in Genova Nervi, così ho sempre sentito dire. Questo lotto è ubicato sotto la fortezza di San Giorgio, il castello Brown, e per lunghi anni è stato il luogo d’ispirazione preferito del pittore Michele Cascella: da quella posizione, dipinse quadri meravigliosi e con la sua arte contribuì a far conoscere Portofino al mondo e, naturalmente, Michele Cascella a tutti! Dopo questa battuta, dirò che il fabbricato venne in seguito ristrutturato mantenendo le sue caratteristiche originali, persino le distanze perché era costruito proprio sul confine della strada: oggi è occupato da un grande rappresentante di macchine residente a Milano, Vittorio Ghissoni. Grazie a Giovanni Carbone.

    Portofino, un Mondo a parte.

    25
    March 2016

    La proprietà Mumm

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    Nel 1800, il castello di San Giorgio a Portofino era della famiglia Benvenuto (Cesira Gabellini), antichi portofinesi e, alla fine del secolo, fu venduto ad un inglese di nome Licce. Questa proprietà era una costruzione già abbastanza grande che, nei secoli, pare fungesse da ospedale: i nostri antenati infatti lo chiamavano proprio così, inoltre, sotto la casa lungo la “scalinata del diavolo”, esisteva ed esiste ancora una grotta chiamata ” la chiesetta”, una specie di lazzaretto dove si concentravano i malati ai tempi delle pestilenze. Il nuovo proprietario inglese trasformò la costruzione in una grande abitazione a più piani perché dovesse diventare un castello. Alla fine dell’800 o primi del ‘900, questo bene fu acquistato dal barone von Mumm, nato nel 1859, della famiglia tedesca produttrice dell’omonimo champagne. Il Barone ampliò la proprietà sul mare aperto verso il golfo di Genova, costruendo un grande appartamento con sovrastante la Torre e facendolo diventare un vero e proprio castello, che prese il nome di “Castello San Giorgio”.

    23
    March 2016

    Il Castello Brown

    Portofino Castello Brown

    Dopo l’annessione della repubblica di Genova al Regno sardo-piemontese durante il congresso di Vienna del 1814-1815, il demanio del Regno di Sardegna vendette le fortezze in riva al mare per la guardia alle coste contro i saraceni: abbandonati totalmente alle intemperie, le mura di questi castelli si avviavano alla rovina, così, dopo la seconda metà del XVIII secolo, le fortezze venivano vendute ai privati per trasformarle in abitazioni civili. Anche a Portofino i consoli inglesi, che frequentarono con le loro imbarcazioni la costa e scoprirono il Borgo, si accorsero della fortezza di San Giorgio: fu la famiglia Brown che acquistò il castello dal Demanio nel 1857 e la trasformò in abitazione grazie al famoso architetto Alfredo D ‘Andrade. I Brown vi abitarono per lunghissimi anni, costruendo una residenza di lusso con collezioni di porcellane spagnole, armi e mobili antichi: i due pini sul terrazzo verso il Golfo furono piantati il giorno del matrimonio del console. Inoltre vennero sistemati il parco sottostante la fortezza e i relativi giardini e sentieri.

    23
    March 2016

    Villa Signorile

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    Questa proprietà a Portofino, apparteneva alle famiglie dei Prato e, sin dai primissimi anni dell’800, il loro custode si chiamava Giuseppe Rolando, il mio bisnonno, padre di mia norma materna Emanuela Giuffra. Dopo i primi anni del ‘900, subentrò un parente dei Giuffra di nome Eugenio che continuò il lavoro anche come colono sino alla II guerra Mondiale. A Genova in via XX settembre n.28, il 6 dicembre 1930 il notaio Antonio Cassanello (n. rep.4209, n. d’ord.1896) redige un atto che dice: “La signora Maria Elisabetta vedova Herbert proprietaria, vende alla signora Vansitto Stretteni, moglie di Lorenzo Alessandro Harrison, casa padronale denominata “villa Signorile” con annessa casa colonica, torretta denominata “Ricotto” con terrazzo e terreno circostante”….. Come tante altre, anche questa proprietà si trova nella Penisola di Portofino e confina con il cimitero di San Giorgio a ponente, con il mare del golfo di Genova a sud, con la proprietà Herbert a levante e con la via del Faro a nord. E’ in una posizione spettacolare con vedute sul Borgo e sul golfo del Tigullio e sul mare aperto: insomma, non c’è bisogno di dire altro perché il nome rende già perfettamente l’idea.

    23
    March 2016

    Villa Bond

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    Questa villa in Portofino era rimasta come residenza del signor Giovanni Gregorio Bond, un irlandese che, insieme a lord Carnarvon ed al cavaliere Stefano Licce, un inglese consigliere dell’Ambasciata britannica, avevano acquistato da vari proprietari portofinesi una notevole superficie di terreno della Penisola. Come si può dimostrare dagli Atti notarili, erano riusciti a riunire e a lottizzare tutte le costruzioni esistenti in singole proprietà, senza alcun vincolo o diritto. Confrontando i miei racconti con Atti pubblici, queste proprietà furono vendute sempre a personaggi stranieri: negli anni ’20-30, una buona parte degli edifici fu venduta alla famiglia Trossi Sella di Biella. Così sia i Carnarvon che i Licce si liberarono delle loro proprietà. L’ultimo fu il Bond che conservò una piccola villa: dopo varie vendite e/o donazioni, oggi risulta che, di detta villa, una metà era dei Trossi, dopo è passata ai Wait Sella, poi al signor Nordio, ex Amministratore della società Alitalia, il quale, dicevano i giornali, era stato l’unico delegato a portare in attivo la Società.

    15
    March 2016

    Il Castelletto

    Portofino Promontory

    Il Castelletto a Portofino è una specola che, per la sua singolarissima posizione, merita di essere ricordato: “…era un’antica guardia o vedetta per scoprire i Saraceni, questa proprietà che da oltre centoventi anni era no il della famiglia di Giacomo Prato e dei minori Prato fu Giuseppe con iente atto notaio Arata di Genova, 28-2-1898, e precisamente terreni dal mare il Castello terra rossa e fon duchino e ceraino, che in più volte venne ristorata e portata a questo stato di bellezza nella quale ora si trova…”. Così dicono le cronache. Guardando a tramontana, da questa posizione si vede l’intero borgo di Portofino e, girandosi verso levante, si scorge la fascia di costa sul mare che, dalla punta di Cajega, fa tutto il giro del golfo del Tigullio. Scrutando poi città per città e golfo per golfo, si arriva fino all’isola del Tino nel golfo di La Spezia. Questa vista domina interamente il golfo di Genova sino a capo Mele: in mezzo a tutto questo spazio di mare, si possono osservare di continuo navi e bastimenti che si dirigono in tutte le direzioni e, nelle giornate particolarmente terse, si vedono anche le isole di Gorgona e Capraia e la Corsica. Nel 1909, questa incantevole proprietà venne acquistata dalla vedova di lord Carnarvon che, dopo vari scambi e permute, venne venduta nel 1948 all’illustre giornalista inglese Alessandro Clifford. Egli parlò molto di Portofino in tutto il mondo, come si può leggere nel suo famedio nella chiesa di San Giorgio.

    15
    March 2016

    Proprietà Sella Trossi, Batteria, Villa Bianca

    Portofino Paraggi Beach Villa Berlusconi

    Queste uniche proprietà a Portofino furono ereditate dalla signora Vittoria Trossi dopo la morte della mamma Clementina Sella negli anni 1929 e 1932. A Santa Margherita, il 23 giugno 1929 nello studio del notaio Andrea Canessa, il primo atto dice: “Procuratore del signor Gregorio Bond, vende alla signora Clementina Lalla, vedova del comandante Felice Trossi che acquista la villa Olivetta, Isola del Castello e solo una porzione di casa con relativi appezzamenti di terreno; l’altra metà con lo stesso atto si fa cenno che, con atto 1887 del notaio Pietro Agostino di Rapallo, nulla escluso se ne accettino i beni del signor Bond donati al suo custode Giuseppe Vignolo di Luigi, detto il Tramontana, con due atti distinti di donazione ricevuti dal notaio Andrea Canessa, che la signora compratrice dichiara di perfettamente conoscere.“… A Santa Margherita, il 18 aprile 1932 sempre nello studio del notaio Andrea Canessa, il secondo atto ( reg. 457, n.2685, val.516) dice: “La nobildonna Maria Elisabetta Willard fu Giuseppe, vedova del signor Herbert Meruyn Robert Howard Molinex di Carnarvon, vendeva alla nobildonna Clementina Sella , come da planimetria allegata all’atto stesso registrato in Rapallo il 9-5-1932 controfirmato dalle parti.”….

    13
    March 2016

    Villa Aurora

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    Questa proprietà apparteneva ad una antica famiglia di Portofino, Caterina e la figlia Teresa Oneto, detta la Gambetta. Erano due lotti situati sulla Penisola: uno sotto il castello Brown e l’altro prima di lo arrivare al Faro. L’ ultima erede fu Teresa, che io ho conosciuto personalmente: negli anni ’20, vendette il secondo lotto composto da un piccolo fabbricato e circa 2000 mq di terreno con accesso al mare, in una posizione incantevole che domina il golfo del Tigullio. Lo acquistò mio zio Benedetto Giuffra che vi insediò un ristorante, che si chiamava Aurora e che divenne, a quei tempi, molto di moda specialmente nelle ore notturne perché era vicino alla punta del Capo dove si domina il mare aperto con una vista strepitosa. Prima della morte di Benedetto Giuffra, fu donato al suo figlioccio Marcello De Angelis in tempo di guerra.

    12
    March 2016

    Villa San Giovanni

    Portofino Villa San Giovanni

    Come tutte le altre località che si trovano sulla Penisola, anche per questa gli antichi portofinesi che risiedevano lì erano soliti dire:” abitiamo in Castello”. Questa proprietà apparteneva alla famiglia Prato e una porzione ad un’altra antica famiglia di Portofino, i Repetto: uno dei due figli si chiamava Santino ed era quello che apri il famoso caffè Excelsior, per lungo tempo un luogo di incontro dei migliori artisti, degli industriali e dei v.i.p. in genere. La proprietà fu comprata dai Carnarvon: quando, nel 1930, Licce divenne unico proprietario, vendette la villa, che ancora oggi si chiama San Giovanni, alla signora Newlin: aveva subito una lunga trasformazione edilizia con l’ausilio di famosi architetti come Severi, il quale aveva ristrutturato anche l’albergo Splendido. Nelle sue due le costruzioni si può infatti notare la stessa mano ingegnosa: basta confrontare le verande e le altre caratteristiche architettoniche, che sono praticamente uguali. Nel 1938 i proprietari, visti i “venti di guerra” e in conseguenza alle leggi Razziali, si trasferirono in America, portandosi dietro mobili ed oggetti d’arte della villa.